Spagna, le Amministrative sotterrano Zapatero

Sabato, 28 maggio 2011 - 13:20:00


 

Zapatero

Era attesa e alla fine è arrivata. La tempesta che tutti i sondaggi davano per imminente ha puntualmente travolto i socialisti spagnoli nelle elezioni amministrative e con ogni probabilità segna anche la fine dell'era Zapaterista.

La schiacciante vittoria dei conservatori del partito popolare non ha una dimensione esclusivamente locale; essa esprime il malcontento per la gravissima crisi economica che flagella il paese da tre anni e sembra essere il preludio a un nuova batosta in occasione delle elezioni parlamentari in programma nel Marzo 2012.

Tuttavia il quadro politico spagnolo è meno chiaro di quanto i dati delle elezioni sembrano indicare. I popolari non sono gli unici vincitori delle recenti amministrative, anche la sinistra radicale di Izquierda Unida ha fatto registrare progressi beneficiando di un travaso di voti dal partito socialista. Ma soprattutto vi è stato un exploit di alcuni partiti nazionalisti sia in Catalogna sia nei Paesi Baschi. A Barcellona i nazionalisti catalani del CiU hanno strappato il governo della città ai socialisti mentre nei Paesi baschi San Sebastian è caduta nelle mani del Bildu, una nuova formazione indipendentista.

Dopo la batosta elettorale di
domenica scorsa, Jose Luiz Rodriguez Zapatero, oltre a
riconfermare che non ricandidera' alle legislative del 2012 ha gia' proposto ai vertici del Psoe come candidato alla guida del Partito e del governo il suo vice e ministro dell'Interno, Alfredo Perez Rubacalba.
Questo obbliga il Partito popolare non solo a vincere le politiche del 2012, ma anche ad ottenere una larghissima maggioranza per non vedersi costretto a scendere a patti con questi movimenti autonomisti. Uno scenario potenzialmente imbarazzante per i conservatori spagnoli, da sempre campioni della "Hispanidad" a fronte delle istanze autonomiste nella penisola iberica, ma tutt'altro che impossibile. Come ha spiegato ad Affaritaliani.it il professor Andrew Dowling, docente di Scienza Politica all'università di Cardiff ed esperto di nazionalismi spagnoli, più che una vera e proprio alleanza di governo vi è spazio sufficiente per una serie di accordi politici bilaterali. "Per quanto riguarda la politica economica in realtà i Popolari e questi movimenti nazionalisti hanno dei punti in comune; questa potrebbe essere la base su cui costruire eventuali intese".

Il successo elettorale di questi partiti non dovrebbe significare (per ora) una ripresa delle loro richieste indipendentiste e non si profila in Spagna un referendum secessionista come proposto recentemente in Scozia. "Nell'immediato l'unità della Spagna non dovrebbe essere in pericolo" dice ancora il Professor Dowling. "Questi movimenti cercheranno soprattutto un aumento dell'autonomia per le loro regioni".



LE IMMAGINI

Quanto ai socialisti ora si preparano a scegliere il loro candidato per l'appuntamento del 2012 poiché Zapatero ha già annunciato che non si ricandiderà. Arrivato al potere quasi per caso nel 2004, grazie alle bugie del governo conservatore di Aznar che cercò di affibbiare all'ETA la responsabilità per gli attentati islamisti di Madrid, Zapatero era rapidamente diventato il nuovo campione della Sinistra europea. Tuttavia la crisi economica che ha causato il 21% dei disoccupati nel paese e la fine del sogno spagnolo che durava dalla morte di Franco non ha risparmiato il carismatico leader socialista.

Fra i candidati alla sua successione i nomi più gettonati sono quelli del Ministro dell'interno Alfredo Perèz Rubalcaba e quello del Ministro della difesa Carmen Chacòn.

Tuttavia nel partito si discute anche su quale linea politica seguire da qui al Marzo 2012. Alcuni esponenti chiedono alla direzione di dare un'impronta più di sinistra così da recuperare sia i voti confluiti su Izquierda Unida sia il consenso degli astenuti. Così facendo i socialisti potrebbero anche intercettare il malcontento espresso nelle piazze dal movimento degli Indignados e che (per ora) non fa riferimento ad alcun partito politico. Tuttavia il governo ha annunciato che continuerà con il suo programma di riforme economiche nella speranza che un'eventuale miglioramento dell'economia si tramuti in un aumento di consenso nel 2012.

Un'ipotesi questa che per ora appare remota e la caduta dei socialisti verso il precipizio sembra essere una delle poche certezze nel confuso panorama politico spagnolo.

Massimiliano Santalucia

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