Sondaggio Swg per Affaritaliani.it: tra i leghisti Maroni è più popolare di Bossi

Tra gli elettori della Lega Nord il livello di fiducia in Roberto Maroni supera leggermente quello in Umberto Bossi. Più precisamente l'ex ministro dell'Interno raggiunge il 75% di gradimento (somma tra molta e abbastanza fiducia) mentre il Senatùr si ferma al 72. Sono i clamorosi risultati del sondaggio condotto da Swg ai primi di dicembre 2011 e pubblicati in esclusiva da Affaritaliani.it. Per quanto riguarda il campione generale di tutti gli italiani, la fiducia in Maroni è addirittura al 35% contro il 18 di Bossi.
"In tutti questi anni Maroni è stato protagonista e Bossi lo ha sempre sostenuto", spiega ad Affaritaliani.it Maurizio Pessato, vicepresidente di Swg. "La frizione è nata nell'ultimo anno, quando Maroni aveva già un riconoscimento elevato come ministro dell'Interno e aveva tessuto ottimi rapporti con gli amministratori leghisti, godendo di una popolarità molto forte. Bossi era il grande capo indiscusso, una sorta di guru, Maroni l'uomo concreto. Ora il tutto sta cambiando e se va avanti così quelli che dicevano sì a entrambi cominceranno a scegliere l'uno o l'altro".
Ma il Carroccio può prendere più voti con Bossi leader o con Maroni segretario? "La fiducia nell'ex responsabile del Viminale tra tutti gli italiani è il doppio di quella del Senatùr e questo è un dato rilevante. Bossi ormai mostra dei limiti e il problema di ricambio generazionale nella Lega si pone. Anche chi ama Bossi e lo considera il padre del movimento lo capisce. Il ruolo dell'ex ministro delle Riforme sarà sempre meno incidente e se continuerà a porre dei diktat la sua immagine verrà logorata. Bossi non ha più 60 anni e la sua dovrebbe essere più una figura di padre nobile che non di leader e segretario". E Maroni ad Affaritaliani.it commenta: "Sono dati che mi lusingano".
REGUZZONI E LA LEGGE ELETTORALE - "Non c'è un sistema elettorale in astratto, perché ogni sistema elettorale corrisponde a una struttura istituzionale". Parola di Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord alla Camera, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it su quale sia la riforma elettorale preferita dal Carroccio. "Faccio un esempio: se il Senato Federale, che noi auspichiamo venga creato al più presto, dà o non dà la fiducia al governo cambia molto il discorso legge elettorale", spiega il presidente dei deputati della Lega. "Perché nel caso in cui l'esecutivo avesse la fiducia della sola Camera dei rappresentanti e non del Senato Federale, quest'ultimo potrebbe avere una legge elettorale di qualsiasi tipo. Se invece il governo avesse la fiducia di entrambe le Camere dovrebbe esserci una legge elettorale uguali per entrambi i rami del Parlamento. Quindi per noi la legge elettorale arriva soltanto alla fine del percorso di riforme istituzionali".
Ma se la situazione istituzionale restasse quella attuale? "Nella situazione attuale noi vogliamo una legge elettorale come quella che c'è adesso o molto simile". Il proporzionale no? "Con la situazione attuale siamo contrari", afferma Reguzzoni. "Ma noi non vogliamo che la situazione resti quella attuale perché auspichiamo le riforme". E se ci fosse il Senato delle Regioni potreste accettare il proporzionale? "Dipende che cosa vuol dire il Senato Federale. Se non dà la fiducia al governo potrebbe essere eletto anche da una legge elettorale molto diversa da quella attuale. Siamo disposti a discuterne, ma dopo, ovvero quando il Senato Federale sarà stato approvato".


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