Afghanistan/ E' Matteo Miotto il soldato ucciso
E' Matteo Miotto il militare italiano ucciso oggi da un cecchino mentre era in servizio all'interno della base avanzata 'Snow' nella valle del Gulistan. Il Caporal Maggiore aveva 24 anni, era di Thiene e si trovava in Afghanistan da luglio. Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, il militare sarebbe stato ucciso da un cecchino. E' accaduto nel Gulistan (provincia di Farah), nell'ovest del Paese, una delle zone più «calde» del settore affidato al controllo dei militari italiani, al confine con l'Helmand. Nella zona, dal primo settembre, operano gli alpini del 7/o reggimento di Belluno, che costituiscono l'ossatura della Task force south east, composta anche da militari di altri reparti. Il 4 ottobre scorso, proprio nella valle del Gulistan, si verificò l'imboscata in cui morirono altri quattro soldati italiani. L'area affidata al controllo degli alpini, denominata Box Tripoli, era un tempo sotto comando statunitense. In questi pochi mesi i militari italiani hanno portato avanti una serie di iniziative (tra cui quattro progetti di cooperazione civile-militare) con «notevole successo», come ha sottolineato solo qualche settimana fa il generale David Petraeus, comandante della missione Isaf in Afghanistan, in visita agli alpini del Gulistan. 
"TROPPI LUTTI" - "Un altro lutto che arriva in un giorno che doveva essere di festa. Ci sono stati troppi lutti in Afghanistan tra i nostri soldati", ha detto ai giornalisti il ministro della difesa Ignazio La Russa, che annuncia di voler andare in Afghanistan subito dopo i funerali del giovane militare morto stamattina. La Russa ha riferito: "Oltre che una tragedia è stato un fatto di grande sfortuna. Il militare era in una torretta di guardia, protetto da tutti gli accorgimenti, ma è stato colpito da un cecchino alla spalla, nella parte laterale non protetta. Il colpo è penetrato e ha leso organi vitali. Già nei giorni scorsi vi erano stati scambi di proiettili, che però non avevano avuto conseguenze".
IL CORDOGLIO DI NAPOLITANO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia dell'attentato nel distretto di Gulistan in cui ha perso la vita un militare italiano, impegnato nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, ha espresso i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e al cordoglio delle Forze Armate.
35 VITTIME - Sale a trentacinque il numero degli italiani morti in Afghanistan, dall’inizio della missione nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato. Sono 13 le vittime nell'anno 2010 (erano state 9 nel 2009).
Anche il Ministro degli Esteri Frattini ha espresso il suo cordoglio per la tragedia e ha affermato che il modo migliore per onorare la memoria dei nostri caduti consiste nel continuare il nostro impegno contro l terrorismo in Afghanistan.



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