Siria, venerdì di sangue. L'Ue discute sanzioni
Ci sarebbero almeno 21 morti di cui un bambino di due anni e decine di feriti nell'ennesimo venerdi' di protesta in Siria, ribattezzato il "venerdi' della liberta". Lo hanno riferito alcuni testimoni alla televisione panaraba al Arabiya. 
In tutto il paese a decine di migliaia sono scesi in piazza dopo la consueta preghiera del venerdi' a Deraa, Banias, Damasco, Homs, Qamshili per manifestare contro il regime di Basher al Assad, ma le forze di sicurezza che assediano quasi ogni angolo del Paese, hanno aperto il fuoco indiscriminatamente contro la folla provocando l'ennesima strage. Ad Albukamal, vicino al confine iracheno, centinaia di prigionieri sono stati liberati dai residenti della citta' mentre la loro prigione andava distrutta da un incendio.
LE SANZIONI - Un nuovo pacchetto di sanzioni contro esponenti del regime siriano, tra cui il presidente Bashar al-Assad, verra' discusso dai ministri degli Esteri dei Paesi Ue nel vertice di lunedi' prossimo a Bruxelles. Lo ha reso noto il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, spiegando che la proposta di nuove sanzioni a livello europeo "e' stata discussa e c'e' consenso a livello tecnico" e "anche a livello politico". Il nuovo pacchetto, ha spiegato Massari, estendera' a un'altra decina di membri del governo siriano, tra cui lo stesso Assad, le sanzioni gia' disposte alcuni giorni fa dall'Ue a carico di 13 esponenti del regime coinvolti nelle violenze contro i civili. I provvedimenti, ha precisato il portavoce della Farnesina, riguarderanno "il congelamento dei beni, il 'travel ban' e l'embargo sulla vendita delle armi".
FUOCO SUI PALESTINESI - A pochi giorni dagli scontri ai confini con Siria, Libano e la Striscia di Gaza in occasione della 'Naqba', la Giornata della Catastrofe con cui i palestinesi commemorano la nascita dello Stato ebraico, soldati israeliani sono tornati ad aprire il fuoco su manifestanti palestinesi, che stavano inscenando un corteo di protesta nei pressi della recinzione di sicurezza che corre lungo la frontiera con Gaza: secondo fonti mediche locali, due dimostranti sono stati feriti ma in maniera non grave. In Israele una portavoce dell'Esercito ha ammesso soltanto che, "dopo aver esploso colpi di avvertimento in aria" per far allontanare un gruppo di "rivoltosi", i commilitoni hanno sparato "alle gambe" di un individuo che stava "istigando" i compagni alla violenza. I tumulti di lunedi' scorso sono costati complessivamente quattordici morti e centinaia di feriti. Sempre oggi le forze di sicurezza israeliane hanno accresciuto la sorveglianza sulle alture del Golan, strappate alla Siria nel 1967, impedendo ai non residenti di accedere all'area contesa.
IL DISCORSO DI OBAMA - Il regime siriano boccia come "prive di alcuna novita'" le parole pronunciate ieri da Barack Obama sul Medio Oriente. Discorso in cui il presidente americano ha difatto ribadito il sostegno Usa a Israele ed e' stato "arrogante" nel chiedere le dimissioni di Bashar el Assad. Lo riferisce l'agenzia ufficiale Sana secondo la quale "nel discorso del presidente Usa sul Medio Oriente non c'e' niente di nuovo sulla politica americana sul processo di pace (israelo-palestinese) la situazione in Iraq o la sicurezza e la stabilita' regionale".
Il quotidiano governativo Al-Thawra ha criticato Obama sottolineando che ha "parlato sono l'insegna della democrazia senza sapere il significato della parola". Al-Thawra ha anche aspramente criticato Obama perche' "non ha dimenticato (di ricorrere) alla sua arroganza nel chiede ad uno Stato sovrano cosa fare...minacciando di isolare questo Paese (la stessa Siria) se non fara' quanto gli ha detto". Il riferimento e' all'imtimazione di Washington e delle'Europa ad Assad che hanno imposto sanzioni personali al presidente siriano e al suo entourage chiedendogli esplicitamente di "avviare riforme o andarsene".



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