Siria/ Gli osservatori non bastano a fermare la carneficina
Ancora un massacro in Siria, questa volta sotto gli occhi degli osservatori della Lega Araba che, in Siria da lunedi', non sono riusciti a bloccare la repressione di Assad. Si aggiorna di ora in ora il bilancio provvisorio delle vittime tra i manifestanti anti-Assad, uccisi dalle forze di sicurezza siriane, almeno 32 secondo i Comitati Locali di Coordinamento. Le truppe di Bashar el Assad hanno aperto il fuoco contro i manifestanti anti-regime sin dalle prime ore della mattina nella citta' di Duma, sobborgo di Damasco dove 100mila persone si erano radunate per protestare. Le forze siriane si sono scatenate subito dopo la preghiera e hanno iniziato a sparare ordigni imbottiti di chiodi (gli shrapnel impiegati dai prussiani e dagli austriaci nella Prima Guerra Mondiale) per disperdere i dimostranti che, a loro volta, hanno reagito tirando dei sassi. La protesta e divampata oggi in molte citta' della Siria: a Daraa sono state uccise almeno 5 persone, altre cinque a Hama, secondo quanto ha riferito l'Osservatorio per i Diritti Umani che parla complessivamente di oltre 250.000 di manifestanti "in 74 localita'".
L'opposizione siriana aveva chiesto alla popolazione di marciare oggi "verso le piazze della liberta'" dopo la preghiera del venerdi'. "Marceremo nelle piazze a torso nudo. Marceremo come abbiamo fatto a Homs e Hama dove abbiamo portato con noi solo rami d'ulivo contro le bande di Bashar che ci hanno colpito con artiglieria e mitragliatrici", si legge nell'appello sulla pagina Facebook di uno dei gruppi dell'opposizione. Il leader dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha dichiarato che malgrado la sanguinosa repressione, i dissidenti hanno colto l'opportunita' di far sentire la loro voce agli osservatori della Lega Araba. Sul fronte diplomatico, la Russia, tradizionale alleato di Damasco, e' l'unica grande potenza che ha espresso commenti positivi sull'esito dell'inizio delle attivita' degli osservatori, da cui giungono notizie "rassicuranti". Questa la posizione espressa dal ministero degli Esteri. Intanto il Libero Esercito Siriano, composto principalmente da soldati disertori, ha fissato una tregua, promettendo di non sferrare dalla fine della scorsa settimana attacchi contro le forze fedeli ad Assad.


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