Siria/ Clinton, bloccheremo fondi e rifornimenti armi ad Assad

Stati Uniti e Russia sono finti in piena rotta di collisione sulla Siria. Dopo il veto opposto ieri all'Onu da Mosca e Pechino sulla risoluzione contro il regime di Bashar el Assad, Hillary Clinton ha annunciato che Washington intende bloccare il flusso di fondi e i rifornimenti di armi - russi - che raggiungono Damasco.
Imbaldanzita dal fallimento dell'Onu di condannare i massacri del suo regime le forze di Bashar el Assad continuano ad uccidere. Almeno 15 civili sono state uccisi oggi in Siria. Undici nella sola provincia centrale di Homs, il cuore della rivolta, dove venerdi sono state uccise 337 persone. Lo rendono noto gli attivisti anti-Assad dei Comitati Locali di coordinamento. Le altre vittime si sono registrate nella provincia settentrionale di Idlib e nei sobborghi di Damasco. L'opposizione ha portato il bilancio complessivo delle vittime in 11 mesi a quota 7.000 contro i 5.400 stimati dalle Nazioni Unite.
Il veto posto ieri da Russia e Cina alla rioluzione Onu che condannava la sanguinosa repressione in Siria del regime di Bashar el Assad e' stato condannato all'unanimita da Yemen, Qatar, Turchia, Tunisia Per il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu, Mosca e Pechino "non hanno votato basandosi sulla realta' di fatto ma seguendo logiche da Guerra Fredda", assolutamente avulsa dalla domanda di liberta' che anima il popolo siriano Hamadi Jebali, premier tunisino, ritiene che Russia e Cina abbiano "applicato male" il loro diritto di veto, preogativa che a questo punto deve essere abolita per consentire al Consiglio di Sicurezza di riprendere a funzionale Il ministro degli Esteri qatariota, Jalid Mohamed Al-Attiyah, ha denunciato come irrese'ponsabile il duplice veto russo-cinese anche perche' il testo messo in votazione era stato edulcorato proprio "per accogliere le loro richieste a partire dal'ersclusione di un intervento miliatre" Lo yemenita Karman ha ribadito che "non tralasciera alcuno sforzo per proteggere il popolo siriano" e ha annunciato di aver espulso l'ambasciato di Damasco a Sanaa e di aver ritirato il proprio rappresengante in Siria.


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