Siria, Assad bombarda Homs: 47 morti. E Obama pensa all'intervento militare

Non accenna a concludersi il martirio di Homs, di nuovo sottoposta a intensi bombardamenti da parte delle forze lealiste siriane: lo ha denunciato un esponente dell'opposizione raggiunto telefonicamente, Mohammad Hassan, secondo cui sono rimasti uccisi almeno altri 47 civili soltanto nelle ultime otto ore. "L'elettricità è brevemente ritornata, e così siamo riusciti a contattare diversi quartieri della citta' perche' i nostri attivisti avevano potuto ricaricare i cellulari: ci hanno parlato di 47 morti dalla mezzanotte scorsa", ha riferito. Tra le vittime registrate nella nuova offensiva lanciata dalle forze di sicurezza siriane a Homs ci sarebbero anche 20 bambini.
L'ipotesi di un intervento militare in Siria rimbalza tra le due sponde dell'Atlantico. Per la prima volta, ha rivelato la Cnn, il Pentagono ha cominciato a passare in rassegna le risorse militari disponibili e a studiare un ipotetico piano di attacco contro Bashar al-Assad. Scenario escluso categoricamente dall'Unione Europea che, tramite fonti di Bruxelles, ha sottolineato che "la Siria non e' la Libia". I Ventisette stanno studiando un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro Damasco (tra cui il blocco dell'esportazione di fosfati e di metalli preziosi) che potrebbe essere deciso dal Consiglio Esteri di fine febbraio. E hanno inviato un team di esperti a Beirut ed Amman per far fronte ad ogni emergenza, inclusa la possibile evacuazione dei cittadini europei e del personale diplomatico (l'Ue ha mantenuto aperta la sua delegazione a Damasco).
Le diplomazie, intanto, continuano a giocare le loro carte. L'attivissima Turchia ha lanciato l'idea di una conferenza internazionale sulla Siria e il premier Recep Tayyip Erdogan parlera' oggi con il presidente russo, Dmitry Medvedev. Ma Vladimir Putin ha ribadito il suo niet a interferenze esterne poiche' non ci si puo' comportare come "un elefante in una cristalleria". Mosca ha inviato ieri in Siria il suo ministro degli Esteri per sollecitare precisi impegni da Damasco ma sia Parigi che Londra hanno fatto sapere di non credere alle promesse del regime. La centralita' del ruolo guida della Lega Araba e la dimensione regionale nella ricerca di una soluzione alla crisi sono state invece sottolineate dal capo della diplomazia italiana, Giulio Terzi, in un colloquio telefonico con il collega turco, Ahmet Davutoglu. Intanto, in Siria si continua a morire. L'artiglieria del regime martella senza sosta la citta' 'martire' di Homs, dove in poche ore si sono contate 52 vittime. Senza parlare della strage di 18 neonati denunciata dal Consiglio nazionale Siriano, che si aggiungono ai 400 minori gia' morti nel Paese secondo l'Unicef. I piccoli erano nelle incubatrici e hanno perso la vita quando le bombe hanno provocato un black-out all'interno dell'ospedale di Al Walid. Gli attivisti hanno inoltre denunciato a Homs il massacro di tre intere famiglie - venti civili in tutto - ad opera degli shabiha, i miliziani in borghese di Assad. "La situazione umanitaria e' tremenda", e' stato il grido di allarme di un attivista locale.


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