Crisi della sinistra/ La rabbia della base del Prc: "Pratiche mafiose e fasciste". Rizzo (Pdci) ad Affaritaliani.it: è colpa di Bertinotti e Vendola
Una rivolta. Una sollevazione popolare. Più si avvicina il congresso nazionale di Rifondazione Comunista - in programma dal 24 al 27 luglio a Chianciano Terme (Siena) - più su internet esplode la rabbia del popolo della sinistra radicale. I blog vicini al Prc sono ormai travolti da messaggi di ogni genere: si va dall'orrore allo schifo, a causa soprattutto dei congressi locali annullati e delle accuse di voti gonfiati. Sotto accusa tutti i leader, senza distinzione. Proprio loro, Nichi Vendola e Paolo Ferrero. Ovvero il Governatore pugliese e l'ex ministro della Solidarietà Sociale che si stanno contendendo con colpi sotto la cintola la segreteria. Qualche esempio della furia dei compagni delusi? "I caimani siamo noi. Basta con questo partito, non ci sono più i veri comunisti", scrive Mauro. Rincara la dose Lucio: "Il partito, già esangue da tempo, è ormai ridotto alla sua fase terminale".
Stefano è lapidario: "Non avrei mai pensato che nel Prc si potessero usare pratiche mafiose e fasciste". Da Patrizia una proposta a dir poco choc: "La cosa più sana da fare? Una bella legnata in testa ai vertici del partito". Paolo spara alzo zero contro tutti: "Nichi, Giordano, Bertinotti: non riesco a credere di avere riposto in voi i miei sogni". Da Juri forse l'attacco più doloroso: "Avete calunniato i compagni della fabbrica, peggio dei padroni. Vergognatevi". Insomma, una requisitoria durissima che deve far riflettere i vertici di Rifondazione e di tutta la sinistra radicale. Forse troppo impegnati nella battaglia congressuale, tra mozioni e contestazioni sulle assisi cittadine, per accorgersi della rabbia della base...



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