"Come dire qualcosa di sinistra". Un viaggio da Clinton a Blair, fino a Obama
![]() Barack Obama |
"Barack Obama, - ha spiegato Pira - il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America, è un fenomeno comunicativo planetario cresciuto nel tempo, che si è addirittura consolidato con numeri incredibili; denominato il presidente YouObama può contare ancora oggi su una macchina di sostenitori e attivisti che attraverso la Rete opera sul territorio continuando il lavoro di collegamento con il Presidente. L’elezione di Obama ha rappresentato sotto ogni punto di vista una vera rivoluzione, il primo presidente afroamericano, il primo presidente Web 2.0, il più giovane, una carriera assolutamente anomala. Eletto Senatore nel 2004 diventa presidente solo quattro anni più tardi".
Questa nuova era “Obamiana” , sottolinea l'autore, può essere letta anche come un’ulteriore evoluzione del percorso di “modernizzazione” introdotto per primo da Bill Clinton nel 1992 e proseguito, poi, da Tony Blair in Europa nel 1994, con la sua ascesa alla guida dei Labour, e che trova una sintesi teorica nel pensiero di Anthony Giddens e la sua idea di Terza Via, intesa come linee guida per la rifondazione del pensiero socialdemocratico in Europa. Una rifondazione ancora in corso, che passa attraverso la crisi che sta attraversando tutte le democrazie europee dove, a distanza di dieci anni dalla pubblicazione del saggio di Giddens, si stanno ancora affrontando gli interrogativi su come intepretare i bisogni, le paure e i sogni della società del ventunesimo secolo.
Per questo si è scelto di proporre in questo saggio un parallelo tra le due grandi figure innovative della “Sinistra” di matrice anglosassone: Tony Blair e Barack Obama. Dall’eredità thatcheriana, il profilo di Blair, il modernizzatore, tra tradizione e cambiamento, attraverso l’analisi dell’aspetto comunicativo. Il viaggio approda, quindi, negli Stati Uniti per capire cosa significa “dire qualcosa di sinistra” nella recente storia dei democratici. Da Clinton a Obama, per focalizzarsi sulla figura innovativa del nuovo presidente USA, il suo codice comunicativo, i contenuti etici e politici, in sintesi l’esempio “YouObama”: un uomo di sinistra nato in Rete. Ma ci siamo anche chiesti in Italia cosa stia accadendo. E quale sia il rapporto della sinistra italiana con il web, dopo una piccola carrellata su quanto sta accadendo in Europa, dove la sinistra continua a perdere in quasi tutti gli appuntamenti elettorali.
Un libro utile ai politici, ai dirigenti di Partito, agli studenti di Scienze della Comunicazione, Relazioni Pubbliche, Scienze Politiche e Sociologia, ma anche alle cittadine e ai cittadini che vogliano confrontarsi con modelli politici che hanno dato e stanno dando un forte contributo al cambiamento, per capire se e come questo modo di fare politica può diventare patrimonio della cultura del nostro Paese.
"La cosa più sorprendente -conclude Pira - è senz’altro l’atto di fiducia che Obama ha fatto nei confronti dei suoi sostenitori online, gli ha attribuito un ruolo lasciando ognuno libero di impegnarsi, di costruire in funzione delle proprie capacità, del proprio carattere, del tempo e delle risorse disponibili.
Un forza inclusiva che in due anni di campagna elettorale ha coinvolto settanta milioni di utenti. Basta iscriversi al sito MyBarackObama.com per diventare protagonisti del movimento, una piattaforma colloquiale progettata da Chris Hughes uno dei fondatori di Facebook. Attraverso di essa erano possibili una serie di azioni: creare il proprio profilo;cercare un sostenitore di Barack Obama vicino a voi; creare un network di amici, conoscenti o sostenitori; pianificare o partecipare a un evento; diventare un fundraiser; scrivere un blog. La strategia di comunicazione del team di Obama va oltre gli spazi “istituzionali” del sito della campagna e degli strumenti di networking ad esso collegati. E' la prima campagna elettorale planetaria giocata sul web in modo trasparente con gli utenti".



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