Silvio Berlusconi perdona Massimo Tartaglia
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Alla fine, come per l'aggressore del cavalletto, è arrivato il perdono. Silvio Berlusconi ha perdonato Massimo Tartaglia, l'uomo che lo ha aggredito una settimana fa a Milano. Non è un perdono "pieno" però, perché il premier ritiene che nel giudicare il gesto del folle la magistratura debba tenere conto del fatto che non si può far passare il messaggio che si può aggredire il presidente del Consiglio, che resta una istituzione da difendere. Secondo rumors, sarebbe questo il ragionamento di Berlusconi nel corso di una conference call con la sede del Pdl di Roma.
Il Cavaliere ha spiegato di averlo umanamente perdonato. Sapete che non so portare rancore, ha aggiunto rivolgendosi agli interlocutori che lo ascoltavano dalla sede di via dell'Umiltà. Detto ciò, il premier ha sottolineato l'importanza che il gesto di Tartaglia non sia sottovalutato. Il suo ragionamento è stato il seguente: non deve passare il messaggio che si può andare in giro e colpire liberamente il presidente del Consiglio che rappresenta un'istituzione; il rischio è che altrimenti parta un tiro al bersaglio. Nel motivare le sue osservazioni, Berlusconi ha poi ricordato che se la statuetta fosse stata lanciata qualche centimetro più in alto lui sarebbe finito "sotto terra" o avrebbe perso un occhio.
"A furia di gridare 'a morte il tiranno', c'e' chi ha cercato di uccidere il tiranno..." ha continuato il Premier: "E' chiaro che in queste situazioni se a qualcuno riesce il colpo allora diventa un eroe, se non riesce si fa poco tempo in galera e puo' uscire tranquillamente piu' libero di prima. Io non ho mai scaldato il clima, ho fatto solo notare la provenienza di alcuni organismi istituzionali che e' una provenienza chiaramente di sinistra".
"Abbiamo fatto sempre delle leggi che erano necessarie. Mai leggi 'ad personam' ma 'ad iustitiam' come quella che impedisce ai pm di ricorrere in appello quando c'e' l'assoluzione nel primo grado del processo". Berlusconi ha respinto le critiche portate dalla sinistra nei confronti dell'operato del governo. "In tutti questi anni c'e' chi mi ha criticato di aver fatto interessi personali, io ho fatto sempre gli interessi del Paese". Il Cavaliere si e' riferito naturalmente al tema della giustizia: "Andremo avanti cercando il piu' alto consenso le riforme sono assolutamente necessarie e noi siamo stati votati dai cittadini proprio per fare le riforme.
Il perdono "sarà un sollievo" per Tartaglia, dice l'avvocato dell'uomo, Daniela Insalaco, che poi aggiunge: "la decisione di Berlusconi sarà utile al mio assistito per rielaborare, con l'aiuto degli psichiatri lo hanno in cura, le conseguenze del grave fatto commesso".



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