Alberto Martinelli ad Affaritaliani.it: “Silvio-Umberto? Non è finita. Passera sarà il futuro premier”

Di Massimiliano Santalucia
“I primi mesi del nuovo anno saranno decisivi per il governo Monti e per le sue possibilità di andare avanti nel 2012.” Il politologo Alberto Martinelli, docente di scienze politiche presso l'Università Statale di Milano, sceglie Affaritaliani.it per parlare delle prospettive del nuovo esecutivo tecnico e delle possibili scelte dei partiti nell'anno che sta per iniziare. “Non credo che l'alleanza fra Lega e Berlusconi sia veramente finita. Quanto al Centrosinistra dovrà decidere se orientarsi verso il centro o se stringere i legami con Vendola e Di Pietro”. Monti? “Non si ricandiderà: Passera è il solo che sembra avere reali ambizioni politiche”.
Professor Martinelli, quello che si avvia alla conclusione è stato un anno molto difficile per l'Italia. Ma la situazione era veramente così disperata come si è detto oppure vi è stato un allarmismo esagerato?
"In effetti i fondamentali dell'economia italiana non erano così negativi; l'Italia resta il secondo Paese europeo per esportazioni ed industria manifatturiera dopo la Germania. Il punto è che l'immagine dell'Italia in Europa era percepita negativamente, ciò ha aumentato la speculazione e ha favorito l'aumento dello spread. Le manovre del governo Berlusconi in estate non erano sbagliate, ora però sono stati realizzati degli interventi che prima non erano stati fatti .
Secondo lei cosa ha realmente impedito al precedente esecutivo di dare corso ai provvedimenti che oggi invece sta attuando Mario Monti?
“Il governo Berlusconi stava perdendo parti della sua coalizione. Inoltre alcune sue componenti avevano interessi divergenti rispetto ad altre e questo ha facilitato una dinamica di veti incrociati. Berlusconi sosteneva di avere una maggioranza parlamentare, in realtà questa maggioranza era sfumata già da tempo. Detto questo bisogna precisare che tale situazione non è un'esclusiva della politica italiana; anche all'estero capita di avere coalizioni che vincono le elezioni ma fanno poi fatica a governare”.
Mario Monti per ora sembra godere di un'ampia maggioranza parlamentare, però i malumori non mancano. Secondo lei c'è la possibilità che il suo governo duri fino al 2013 o dobbiamo aspettarci elezioni anticipate?
“I primi mesi del 2012 saranno decisivi. Il presidente del Consiglio non ha cominciato male e sembra ancora godere di un certo consenso presso l'opinione pubblica. Tuttavia molto dipenderà dal successo o meno delle misure di austerity recentemente varate. Sarà anche importante il prossimo vertice europeo che si terrà a Bruxelles a marzo in cui l'UE dovrebbe prendere nuove decisioni. Se invece lo scontento verso il governo dovesse prevalere per Monti potrebbe essere più difficile continuare.”
Secondo lei è verosimile pensare che Berlusconi sia realmente uscito di scena oppure le sue dimissioni vanno interpretate come una ritirata strategica per riorganizzarsi?
“No, non credo sia una ritirata tattica. Se Berlusconi si fosse dimesso in estate si sarebbe potuto parlare di una strategia finalizzata a un suo ritorno, ma ora è diverso. In quel caso Berlusconi avrebbe potuto contrattare sul nome del nuovo capo del governo e farsi promotore di una grande coalizione che affrontasse l'emergenza. Berlusconi ha preferito resistere con la sua maggioranza e se ne è dovuto andare a condizioni meno vantaggiose. Sicuramente l'ex-capo del governo continuerà ad esercitare una sua influenza sulla politica nazionale, ma mi pare difficile che possa ricandidarsi ancora come premier”.
Come vede l'alleanza fra il PdL e la Lega Nord? Si tratta di una rapporto finito o c'è la possibilità che le parti si riavvicinino?
“In questo momento credo che la Lega stia usando i toni forti soprattutto perché vuole enfatizzare il suo ruolo di unica vera oppositrice del governo; però non credo che l'alleanza con Berlusconi sia veramente finita. In realtà molto dipenderà da cosa succederà con la legge elettorale”.
In che senso?
“Nel senso che se si voterà con le vecchie norme è probabile che Lega e Pdl possano di nuovo correre insieme. Se invece dovesse essere varata una nuova legge che favorisce i partiti di centro allora i leghisti potrebbero decidere di correre da soli”.
Restando sulla Lega pensa che il ritorno al secessionismo darà i suoi frutti elettorali?
“La linea secessionista non viene perseguita con convinzione dalla Lega. Non a caso, dopo averla riproposta, lo stesso Calderoli ha cercato di abbassare i toni parlando di secessione soft. La riscoperta di questa linea è dovuta alla necessità di recuperare l'appoggio dello zoccolo duro del movimento ed è probabile che in ciò abbia successo. Dall'altra parte però c'è anche la possibilità che il secessionismo allontani una parte dell'elettorato più moderato. Inoltre nella Lega resta il nodo del confronto interno fra le diverse anime del partito”.
In che senso?
Nel senso che le divergenze fra l'ala maroniana e quella bossiana potrebbero non essersi ancora del tutto esaurite. Per ora l'opposizione a Monti serve a far fronte comune, ma prima o poi i dissidi potrebbero riemergere”.
Come vede invece il centrosinistra? Alla fine ha ottenuto la caduta di Berlusconi, ma quale sarà la sua strategia per il 2012?
“Tutto dipende da come evolverà la situazione del governo Monti. Se l'attuale esecutivo dovesse aver ragione dei problemi e farà un buon lavoro il PD potrebbe avvicinarsi ai partiti di centro distanziandosi da Di Pietro. In caso contrario non si può escludere invece un nuovo dialogo con l'Idv e Vendola”.
E per quanto riguarda la successione alla guida del PD? Non pensa che questo possa essere l'anno di Renzi?
“Renzi sicuramente ambisce a guidare il PD, ma al momento è ancora presto per dire se riuscirà nel suo intento”.
Il presidente del consiglio Monti ha affermato che non intende restare in politica una volta terminato il mandato. Dobbiamo credergli?
“Sì, penso che Monti sia intenzionato portare a termine il suo compito ma non credo che voglia impegnarsi in politica più del necessario. Lo stesso vale per i suoi collaboratori, tutti ad eccezione di uno: Passera. Quest'ultimo è il solo che sembra avere reali ambizioni politiche”.
Dal 2011 l'immagine internazionale dell'Italia esce duramente provata. Cosa possiamo attenderci sotto questo punto di vista dal nuovo anno?
“In seguito all'arrivo del governo Monti l'immagine dell'Italia all'estero è sicuramente migliorata. Basti pensare che quelli che fino a poco tempo fa erano i vertici a due fra Angela Merkel e Nicholas Sarkozy si sono ora trasformati in vertici a tre a cui partecipa anche il nostro presidente del consiglio. Penso che i benefici dell'effetto Monti possano durare, almeno per i primi mesi del 2012”.


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