Riforme costituzionali/ Ecco il progetto di Berlusconi

Mercoledì, 14 ottobre 2009 - 08:34:00


Berlusconi telefono
Silvio Berlusconi

FORUM/ Secondo te, la Costituzione è da riformare. E se sì, in che modo?

Giustizia/ Stop di Fini alla riforma
Avanti tutta con le riforme costituzionali. Il Popolo della Libertà rimette l'imperativo al centro dell'agenda politica e l'intenzione di passare dalle parole ai fatti tra gli obiettivi a medio termine. Silvio Berlusconi ha tracciato la rotta aprendo così la seconda fase della legislatura, deciso a procedere spedito (forte anche dei numeri in Parlamento) come da programma elettorale. Se l'opposizione sarà disposta a dare un contributo bene, altrimenti la maggioranza cambierà la Carta da sola. Come fece il Centrosinistra nel 2001 a pochissimi giorni dalla fine della legislatura e per soli tre voti di scarto. E come fece il Centrodestra con la devolution, poi bocciata dai cittadini. Ma questa volta il premier è sicuro di vincere al referndum confermativo - nel caso in cui non ci sia la maggioranza qualificata in Parlamento - trasformandolo in una sorta di referendum su se stesso. Tra i vertici del Pdl circola già una bozza di riforma. Affaritaliani.it ne pubblica una sintesi in esclusiva.

I DUBBI DEI FINIANI - Non sono soltanto rose però nel Pdl. Una pattuglia non folta ma agguerrita di ex parlamentari di Alleanza Nazionale che fanno riferimento al presidente della Camera - più o meno gli stessi che hanno fatto scoppiare il caos sull'affossamento della legge sull'omofobia - non sono così convinti di andare fino in fondo. Di seguire il premier nella battaglia contro tutto e tutti, di sfidare la piazza, le opposizioni, la stampa e magari anche il Quirinale. Cercheranno di convincere il Cavaliere a trattare, almeno sui nodi più spinosi.

FINE DEL BICAMERALISMO PERFETTO E RIDUZIONE DEL NUMERO DEI DEPUTATI - Il primo punto è quello dell'introduzione del Senato delle Regioni, sul modello del Bundesrat tedesco. Eletto in parte dai cittadini e per l'altra parte formato dai governatori regionali. Una Camera Alta che non avrà funzioni legislative e non darà la fiducia al governo, ma si occuperà di riequilibrare i rapporti tra lo Stato centrale e gli enti locali. Montecitorio quindi diventerà - nel progetto del Pdl - l'unica vera Camera, come in quasi tutti i paesi occidentali ed europei. Un sistema destinato a velocizzare l'iter legislativo, anche attraverso la riforma dei regolamenti parlamentari. Da qui la riduzione a 300 del numero dei deputati. Anche se il numero è ancora indicativo e non tassativo, l'obiettivo della maggioranza è quello di non superare quota 350.

PREMIER ELETTO DAL POPOLO O SEMI-PRESIDENZIALISMO - Per bilanciare la riforma federale dello Stato, il Pdl intende rafforzare i poteri del premier. Che di fatto diventerà veramente il primo ministro. Ovvero potrà nominare direttamente i componenti del gabinetto e ovviamente anche licenziarli senza passare dal Colle. Di fatto non avrà più soltanto l'attuale potere di moral suasion. Inoltre, il capo del governo - come avviene in Inghilterra - avrà il diritto di sciogliere la Camera e indire elezioni anticipate. Ma c'è una seconda possibilità, più difficile da attuare a causa del no della Lega ma alla quale Berlusconi non vuole rinunciare in partenza: il semi-presidenzialismo alla francese. Ovvero l'elezione diretta del capo dello Stato da parte dei cittadini, che avrebbe poteri soprattutto di politica estera. Proprio come avviene per l'inquilino dell'Eliseo.

CORTE COSTITUZIONALE - Il progetto del Popolo della Libertà prevede una revisione del sistema di elezione della Consulta. Attualmente l'articolo 135 comma 1 della Costituzione afferma che "la Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative". Il primo obiettivo sarebbe quello di ridurre il numero da quindici a dieci e togliere alla Magistratura la facoltà di nominare una parte dei giudici, che verrebbero quindi scelti dal Parlamento (5), dal capo dello Stato (2) e, come chiede il Carroccio, dalle Regioni (3) attraverso il Senato federale.

GIUSTIZIA - Il governo ha intenzione di procedere a spron battuto. Per Berlusconi si tratta di una riforma “fondamentale” esattamente come quella della nuova legge sulle intercettazioni che dopo il varo alla Camera – non senza polemiche e tensioni – è al vaglio del Senato per l’ok definitivo. La “campagna d’autunno” del Centrodestra comincia da qui, ma allarga i suoi orizzonti anche alla riforma del processo penale e del Csm. Centrale resta la separazione delle carriere per arrivare ad un riequilibrio tra accusa e difesa, pure se del “pacchetto” fanno parte la limitazione dei poteri di indagine del pm e un maggiore spazio all’attività della polizia giudiziaria alla quale vanno conferite più autonomia e iniziativa nella fase di acquisizione di notizie di reato.

CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA - Per quanto riguarda il Csm, l’obiettivo è cambiare il sistema di elezione degli esponenti dell'organo di autogoverno della magistratura. Allo studio c’è anche la soluzione del sorteggio tra i candidati da votare in collegi ridotti, e voto separato per giudici e pm. Infine la composizione e il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, uno dei punti cruciali della riforma. Ad oggi, tra Camera e Senato, sono sette le proposte di legge depositate, in attesa che venga avviato l’iter parlamentare. Insomma, nei ranghi della maggioranza si lavora al capitolo riforme.

Un fatto appare chiaro: la road map è tracciata e Berlusconi non ha alcuna intenzione di rallentare.

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