Sicilia/ Accordo Lombardo-Berlusconi sulla giunta

Venerdì, 26 giugno 2009 - 11:12:00


lombardo
Raffaele Lombardo
Palermo - Raffaele Lombardo, il governatore della Sicilia, e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno trovato un'intesa sulla giunta regionale, la cui crisi aveva aperto una frattura all'interno della maggioranza. L'accordo raggiunto durante un incontro di circa due ore a Palazzo Grazioli riguarda anche i fondi europei e il disegno di legge presentato al Senato per introdurre la sfiducia costruttiva nello statuto siciliano.

"Dire bene - ha risposto Lombardo al termine della riunione a chi gli chiedeva come fosse andato il faccia a faccia con il premier - mi pare poco: è andata molto, molto bene, c'è stata un'intesa intanto sulle cose da fare a cominciare da quel ddl stupido e offensivo che va ritirato. La prima cosa che Berlusconi mi ha detto è che non andrà avanti".

Per quanto riguarda la giunta, Lombardo ha assicurato che ci sarà entro oggi: "Non verranno intaccati gli equilibri in campo ma non saranno toccati i nove che ho indicato nelle settimane scorse. Nel tempo qualche aggiustamento, per carità, si potrà fare. Sono stati fatti nomi e ora si tratta di definire il terzetto". Nel corso dell'incontro a Palazzo Grazioli è stato fatto un ventaglio di nomi: "C'è soltanto da stringere e apprezzando io le varie persone non mi sento di assumermi da solo la responsabilità".

Il governatore ha parlato anche della questione dell'Udc. "Non è un problema di nomi - ha detto - ma di scelte politiche: abbiamo attuato un piano di rientro della spesa sanitaria sottoscritto da chi mi ha preceduto nel 2007 e ora mi ritrovo l'Udc nelle piazze e nell'aula a ostacolarlo, a denigrarlo e a contestarlo. Dovrà scegliere se stare dentro o fuori dal governo". E il problema dunque non è di "preclusione" da parte dei centristi.

Durante la riunione si è parlato anche del Fas, il fondo aree sottoutilizzate. "Bisogna sedersi attorno a un tavolo - ha detto Lombardo - per capire quali sono le osservazioni e licenziarlo subito". E ancora: "Non si può andare oltre dieci giorni e io sono pronto a tornare qui sabato e domenica per lavorare per trovare una quadratura del cerchio e dimostrare che non ci sono spese se non per investimenti, che niente è concesso alla spesa corrente e poi, se ci fosse qualcosa da rettificare, a farlo e licenziarlo una volta per tutte perché si tratta di una risorsa per noi fondamentale".

Durante l'incontro Lombardo ha ribadito a Berlusconi la sua volontà di andare avanti sul progetto del Partito del Sud, "ma lui è il capo del più grande partito nazionale e ha fatto finta di non sentire...".

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