Lazio, Sgarbi: "Non rinviare il voto è fascismo"

Venerdì, 19 marzo 2010 - 15:20:00

Sgarbi ad Affari: le elezioni nel Lazio l'11-12 aprile

Vittorio Sgarbi presenta il ricorso per chiedere lo slittamento del voto nella regione Lazio. Il leader di Rete Liberal ha incontrato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Entro mezzogiorno presenteremo il ricorso alla regione Lazio per chiedere lo slittamento del voto - dice Sgarbi - Verdini è contrario perché teme la disaffezione degli elettori, ma questa mattina ho incontrato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che mi ha lasciato libertà di decidere. Certo in ballo c'è un nostro diritto".

"Se bocciano il nostro ricorso vedremo cosa fare, ma sicuramente ne faremo delle belle", ha annunciato successivamente Vittorio Sgarbi durante una conferenza stampa. Per i legali di Sgarbi ci sarebbe il rischio di "annullamento delle elezioni". L'avvocato Diego Volpe Pasini ha detto: "Il decreto è impugnabile e si può richiedere la ripetizione delle elezioni. Nel caso di bocciatura siamo pronti a ricorrere al Tar e al Consiglio di Stato per chiedere di ripetere le elezioni".

"Il Tar ha messo 20 giorni per contare 2.170 certificati, pretendo che quei giorni mi vengano restituiti. Altrimenti è fascismo, è regime", ha esordito il leader della Rete liberal Sgarbi, riammessa alla competizione delle regionali per la provincia di roma, in una conferenza stampa nella quale spiega la sua richiesta di rinvio del voto nel lazio. Istanza sulla quale, sottolinea Sgarbi, "Berlusconi è d'accordo". "Io voglio la par condicio della campagna elettorale perché fino a ieri l'altro non potevo nemmeno dire di essere candidato - ha incalzato Sgarbi - Gli altri hanno avuto quattro settimane per spiegare le proprie ragioni e programmi e io ne avrei solo una. Il minimo garantito devono darmelo, se dicono di no è regime". "Chiedere di spostare le elezioni a questo punto è un mio diritto. È chiaro che Sgarbi arriva e rompe i c... - ha aggiunto - In noi Berlusconi ha visto la zattera della libertà e stamane mi ha detto 'vai' anche se la parte forte del partito non era d'accordo come mi ha detto Verdini".

La Rete Liberal di Sgarbi, riammessa alle elezioni dal Tar, chiede infatti di poter avere il tempo necessario per svolgere la campagna elettorale. "Quello che è certo - prosegue Sgarbi - è che la lista Pdl, anche con il rinvio del voto, non potrà essere riammessa. Noi presenteremo i nostri manifesti con la scritta 'Soccorso azzurro per il Pdl".

BERLUSCONI: E' UN DIRITTO DI SGARBI CHIEDERE IL RINVIO. "I diritti vanno rispettati e Sgarbi ha diritto a chiedere il rinvio delle elezioni nel Lazio. Ho espresso questo mio convincimento anche al ministro dell'Interno Maroni", afferma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

IL PDL DEL LAZIO SI DIVIDE. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Penso che quindici giorni di ulteriore campagna elettorale, parlando dei problemi dei cittadini e non delle liste e delle polemiche, siano molto utili". Ma la candidata del Popolo delle libertà Renata Polverini si smarca. "Io sono in corsa ormai da tre mesi - dice -, ho incontrato tantissime persone e penso che si debba andare a votare alla data indicata".

Così la pensa anche Francesco Storace, de La Destra, secondo il quale "la lista Sgarbi era già stata ammessa in tre province su cinque, al punto che è stata invitata alle Tribune regionali Rai. Stiamo parlando di un rinvio che non ha alcun fondamento. Del resto, alle Politiche non si rinviano le elezioni se una lista viene riammessa in una circoscrizione. A noi, ad esempio, capitò in Abruzzo, mica avemmo il diritto di far spostare le elezioni in tutta Italia...".

LA BONINO: NO AL RINVIO. "Il rinvio va bene a chi ha un sacco di soldi". Così la candidata del centrosinistra, Emma Bonino, parlando d una iniziativa alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma, commenta la possibilità di un rinvio della data del voto che potrebbe chiedere Vittorio Sgarbi dopo che la sua lista 'Rete Liberal' è stata riammessa alla competizione elettorale. "Non so come andra' a finire, se ci sara' la richiesta di rinvio o come va domani al Consiglio di Stato. Io - sottolinea Bonino - da qui non mi muovo: anche se vogliono votare in agosto, basta che lo sappiamo". Certo è, conclude, "che il rinvio complica le cose".
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