Serracchiani ad Affaritaliani.it: Bersani prenda in mano il Pd
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"Il Pd ha delle difficoltà. Ora però dobbiamo stare tutti uniti. Bersani deve dare quella scossa necessaria a rimettere in piedi il partito". Dopo la sconfitta di Boccia alle primarie in Puglia e le dimissioni di Delbono a Bologna, Deborah Serracchiani sceglie Affaritaliani.it per analizzare la situazione del Pd in vista delle Regionali. "Abbiamo avuto qualche difficoltà e qualche personalismo di troppo". Prodi e il suo 'chi comanda?': "Bersani è stato eletto attraverso le primarie. Naturalmente questo significa che deve prendere in mano il partito e deve dettare la linea". "Se vogliamo governare, le alleanze vanno allargate".
Dopo la sconfitta di Boccia in Puglia e le dimissioni di Delbono, il Pd è allo sfascio?
"No. Sicuramente abbiamo delle difficoltà, abbiamo evidenziato delle criticità. Ora però dobbiamo stare tutti uniti, come lo abbiamo dimostrato con grande senso di responsabilità anche ieri (dopo la sconfitta di Boccia alle primarie in Puglia, ndr). Ora voglio che il mio segretario dia quella scossa necessaria a rimettere in piedi il Pd. Dobbiamo pensare alle Regionali e anche alla città di Bologna".
Sulle alleanze Bersani ha detto: insieme all'Idv per costruire un'alternativa. Si è invece archiviata l'alleanza con l'Udc?
"No. Se vogliamo governare, le alleanze vanno allargate. In alcuni casi abbiamo cercato delle soluzioni più complicate. Le alleanze si fanno sulla base di programmi, candidati credibili che possano rappresentare una leadership credibile".
Boccia non lo era?
"In Puglia, dove già c'era un programma e una giunta fatta dal Pd, con un Governatore che aveva dimostrato di aver fatto bene, forse proprio lì era più difficile fare questo allargamento. Non che non ci abbiamo lavorato ma credo ci fosse la necessità di non perdere la nostra identità in nome di alleanze che forse era difficile da portare avanti".
In Puglia il Pd deve fare un mea culpa?
"Ora non ci interessano gli errori. Rispetto a quelli, la nostra base ci ha dato una lezione importante. Un base che vuole essere governata dal Centrosinistra, che possa essere veramente un modello culturale alternativo. Ce l'hanno talmente ben insegnato che ci hanno anche spiegato la strada da seguire. Ora non bisogna incolpare qualcuno o pensare agli errori".
E' scontro Prodi-Bersani. Prodi dice che la gente si domanda 'chi comandi nel Pd'. Ecco appunto, chi comanda nel Pd?
"Abbiamo un segretario che è stato eletto attraverso le primarie, quindi ha tutta la legittimazione. Naturalmente questo significa che deve prendere in mano il partito e deve dettare la linea. Questo è il ruolo che si è guadagnato sul campo".
E questo non sta accadendo?
"Abbiamo avuto qualche difficoltà e qualche personalismo di troppi. Bersani ha le capacità e le qualità per fare ordine".
Bersani ha detto: non sono d'accordo con Prodi...
"L'unica cosa che posso fare è chiedere al mio partito di farla finita e di pensare a vincere in più Regioni possibili. Se non vinciamo non possiamo con forza essere quel modello culturale che ci chiede almeno metà del Paese".
Quindi stop ai litigi...
"Noi che appoggiavamo un segretario diverso abbiamo dimostrato ieri di avere la voglia e la forza di stare nel Pd e con il Pd. La cosa migliore è fare un buon risultato alle Regionali. Poi c'è tempo di fare ordine ed evitare altri errori. Abbiamo tempo davanti a noi. Quello che chiedo al segretario è di prendere con forza in mano il partito e non dimenticare il Nord, che sembra ormai che l'abbiamo dato per perso alla Lega".
Qual è il futuro del Centrosinistra?
"Dobbiamo riuscire ad essere più forti all'interno del Centrosinistra. Lo stiamo facendo con fatica, ma commetteremo un errore più grosso se rinunciassimo a pensare che questo perno del Centrosinista ha bisogno d'altro. Non dobbiamo però rinunciare ad essere noi stessi. La priorità in questo momento è tenere insieme il Pd e lasciarlo com'è cioè plurale. Questo è il primo compito del segretario. Una volta rafforzati, possiamo dialogare con quelli che già sono alla nostra sinistra. E poi con quelli che non fanno parte del Centrosinistra ma che possono convergere, ovvero l'Udc".
E' fiduciosa sulle elezioni regionali?
"Nessuno di noi sta pregando perché le Regionali vadano male. Anzi credo che 200mila persona che hanno votato Vendola qualcosa ci hanno detto. Per esempio che tornare al rito delle primarie può essere importante. E le primarie in Puglia hanno dimostrato che si possono fare in una settimana. Se riusciamo a fare questo troviamo quella base forte che ci permette a livello territoriale di fare trionfare una buona amministrazione e far trionfare quelle amministrazioni di Centrosinistra che hanno ben governato".



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