Senegal/ Scontri dopo il via libera al terzo mandato di Wade, un morto
Un poliziotto e' morto negli scontri scoppiati nella notte a Dakar dopo che il Consiglio costituzionale ha dato il via libera per un terzo mandato del presidente Abdoulaye Wade. L'ammissione dell'85enne Wade e l'esclusione del cantante Youssou Ndour dalle elezioni presidenziali del 26 febbario ha scatenato la protesta di migliaia di oppositori che hanno attaccato gli agenti e dato fuoco a negozi e a pneumatici per le strade della capitale. Gli oppositori si erano concentrati pacificamente sulla piazza dell'Obelisco del quartiere popolare di Colobane in attesa della sentenza, ma all'annuncio sono iniziati i primi disordini, dispersi con i gas lacrimogeni. Il Consiglio costituzionale ha ammesso altri 13 candidati tra cui gli ex primi ministri Idrissa Seck, Macky Sall and Moustapha Niasse, e il principale leader dell'opposizione, Ousmane Tanor Dieng.
CANTANTE YOUSSOU N'DOUR DENUNCIA COLPO DI MANO WADE
Il cantante senegalese Youssou N'Dour, escluso dalla prossima tornata di febbraio per le elezioni presidenziali in Senegal dal Consiglio costituzionale, denuncia un «colpo di mano» da parte dei Abdoulaye Wade. Un'azione con la quale il presidente uscente potrà presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato. «Sono e resto un candidato», ha detto Youssou N'Dour, aggiungendo che ci sono ancora «48 ore per l'appello» contro la decisione del Consiglio e che i suoi avvocati stanno lavorando. Anche perchè - secondo N'Dour - «non ci si può fidare del Consiglio costituzionale». Il Consiglio ha giustificato il suo rifiuto a convalidare la candidatura del cantante spiegando che N'Dour «ha presentato un elenco di 12.936 elettori a sostegno della sua candidatura, e solo 8.911 firme sono state riconosciute valide». Viceversa le firme necessarie sono almeno 10.000. Dal momento in cui è stato annunciato l'accoglimento della domanda di Wade e il rifiuto per Youssou Ndour, molti giovani, sollecitati dall'opposizione, si sono riuniti a Dakar e hanno lanciato pietre contro la polizia che ha risposto con gas lacrimogeni e manganelli.


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