Consulta/ Il legittimo impedimento bocciato in parte

Giovedì, 13 gennaio 2011 - 18:51:00

E ora i processi a Berlusconi rischiano la prescrizione: ecco perché
Con una decisione a larga maggioranza (12 sì e 3 no), e non con un voto sul filo del rasoio, la Consulta ha dato il responso sul legittimo impedimento: la decisione dei giudici in parte boccia e in parte interpreta alcune norme sullo scudo al premier.

La Corte Costituzionale avrebbe posto diversi paletti alla legge nata per mettere temporaneamente al riparo Berlusconi dalla ripresa dei suoi tre processi (Mills, Mediaset e Mediatrade).

In particolare, la Consulta avrebbe bocciato la certificazione di Palazzo Chigi sull'impedimento e l'obbligo per il giudice di rinviare l'udienza fino a sei mesi, dichiarando illegittimo il comma 4 dell'art.1 della legge 51 del 2010. E avrebbe bocciato in parte il comma 3, affidando al giudice la valutazione del "legittimo impedimento".

FORUM/ Che cosa pensi della decisione della Corte Costituzionale? Di' la tua

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SCHEDA/ Ecco i punti incostituzionali

"La Corte costituzionale - si legge in una nota della Consulta -, giudicando delle questioni di legittimità costituzionale relative alla legge n. 51 del 2010, in materia di impedimento a comparire in udienza del Presidente del Consiglio dei ministri, ha deciso quanto segue:

- E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione, l'art. 1, comma 4, relativo all'ipotesi di impedimento continuativo e attestato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri;

- E' illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 138 della Cost., l'art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale, l'impedimento addotto".

- Per la Corte, invece, "Non sono fondate le questioni di legittimita' costituzionale relative all'art. 1, comma 1, in quanto tale disposizione venga interpretata in conformita' con l'art. 420-ter, comma 1, del codice di procedura penale;

- Sono inammissibili le ulteriori questioni di legittimita' costituzionale, relative alle disposizioni di cui all'art. 1, commi 2, 5 e 6, e all'art. 2".

La Consulta avrebbe inoltre fornito una interpretazione del comma 1, ritenendolo legittimo solo se, nell'ambito dell'elenco di attivita' indicate come impedimento per premier e ministri, il giudice possa valutare l'indifferibilita' della concomitanza dell'impegno con l'udienza, nell'ottica di un ragionevole bilanciamento tra esigenze della giurisdizione, esercizio del diritto di difesa e tutela della funzione di governo, oltre che secondo un principio di leale collaborazione tra poteri.

E sarà prossimamente la Corte di Cassazione a decidere se il referendum sul Legittimo Impedimento si potrà comunque svolgere dopo la sentenza di parziale illegittimità di due norme della legge emessa dalla Consulta. Le motivazioni sulla legittimità della consultazione referendaria disposta mercoledì sempre dalla Corte Costituzionale sarà infatti trasmessa ai Supremi Giudici che però dovranno poi acquisire anche la sentenza con cui la Consulta ha dichiarato illegittimi l'art. 1, comma 4, della norma sull'impedimento continuativo e l'art. 1 comma 3 che non prevedeva che la valutazione del giudice sul reale impedimento a presenziare al processo.

TUTTE LE REAZIONI DELLA POLITICA

BERLUSCONI SPIEGA IN TV LA SUA VERITA' - Come anticipato mercoledì a Berlino, Silvio Berlusconi andrà in tv a spiegare la sua verità dopo la bocciatura della Consulta sul legittimo impedimento. Venerdì mattina, si legge in una nota della trasmissione, il premier sarà ospite de "La Telefonata", spazio condotto da Maurizio Belpietro all'interno della trasmissione Mattino Cinque in onda tutti i giorni alle 8:40.

POPOLO VIOLA BRINDA PER DECISIONE CONSULTA  - I rappresentanti del popolo viola presenti davanti al palazzo della Consulta a Roma hanno stappato una bottiglia di spumante dopo aver appreso della parziale bocciatura del cosiddetto legittimo impedimento da parte della corte costituzionale. "Stappiamo il tappo dalla bottiglia - ha detto il portavoce del popolo viola, Gianfranco Mascia - nella speranza di togliere il tappo dall'Italia, il tappo di Berlusconi". "Questa sentenza parziale - ha detto ancora Mascia - e' per noi un fatto positivo e importante. Ci fa capire che la legge deve essere uguale per tutti e Berlusconi deve essere giudicato come un normale cittadino".

BONDI, ROVESCIAMENTO ORDINE DEMOCRATICO - "Oggi la Consulta ha stabilito la superiorita' dell'ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all'esercizio della responsabilita' politica e istituzizonale". Lo dice il coordinatore Pdl, Sandro Bondi, che aggiunge: "Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra Costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico".

FINOCCHIARO, SOSTANZIALE BOCCIATURA - "Non c'era bisogno di essere ne' cattivi ne' comunisti per capire che la legge sul legittimo impedimento sarebbe stata, come sembra emergere dalla lettura delle prime agenzie sulla sentenza della Consulta, sostanzialmente bocciata". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che aggiunge: "La Consulta ha infatti bocciato l'automatismo disposto dalla legge e la certificazione di Palazzo Chigi e ha rimesso ai giudici la valutazione relativa al rinvio dell'udienza per contemperare le esigenze della giurisdizione con quelle dell'esercizio del diritto di difesa e della tutela della funzione di governo. Mi sembra chiaro che a saltare e' l'impianto complessivo della legge. Cosa succedera' sul piano politico ora? Non so, certo mi aspetto dal Premier e dai suoi consiglieri qualche reazione sopra le righe".

URSO, RISPETTARE SENTENZA E NON LACERARE PAESE - "Le sentenze della Corte Costituzionale vanno sempre e comunque rispettate. Nessuno colga l'occasione per farne strumento di parte". E' quanto dichiara il coordinatore di Futuro e Liberta', Adolfo Urso, aggiungendo che "questo e' il momento di concentrare ogni sforzo per fare le riforme che servono al Paese e non certo per lacerarlo in campagne che possono delegittimare le sue istituzioni".

I LEGALI DEL PREMIER GHEDINI-LONGO: C'E' EQUIVOCO MA RISPETTIAMO - "La legge sul legittimo impedimento nel suo impianto generale e' stata riconosciuta valida ed efficace e cio' e' motivo evidente di soddisfazione", dicono in una nota congiunta gli avvocati di Silvio Berlusconi Niccolo' Ghedini e Piero Longo. Il deputato e il senatore Pdl osservano che "nell'intervenire su modalita' attuative, la Corte Costituzionale sembra avere equivocato la natura e la effettiva portata di una norma posta a maggior tutela del diritto di difesa e soprattutto della possibilita' di esercitare serenamente l'attivita' di governo, non considerando - aggiungono - la oggettiva impossibilita', come dimostrato dagli atti, di ottenere quella leale collaborazione istituzionale gia' indicata dalla Corte stessa, con una autorita' giudiziaria che ha addirittura disconosciuto legittimita' di impedimento ad un Consiglio dei Ministri". "Comunque - concludono gli avvocati del presidente del Consiglio - le sentenze della Corte debbono essere ovviamente rispettate e sara' possibile comprenderne la reale portata nella pratica attuazione soltanto dopo aver letto la motivazione".

DI PIETRO: ORA IL REFERENDUM - L'Idv ritiene che con il referendum i cittadini diranno "in modo forte e chiaro che anche Berlusconi deve andare dal giudice quando viene chiamato e non si deve inventare una scusa ogni volta". Lo dice il presidente Idv, Antonio Di Pietro, commentando la sentenza della Consulta sul legittimo impedimento.
Per Di Pietro la Consulta "ha dato ragione a noi quando dice che questo provvedimento è in gran parte illegittimo", ma "ha fatto rientrare dalla finestra quello che ha messo fuori della porta. Infatti, riconoscendo come legittimo impedimento ogni attività perparatoria e consequenziale alle funzioni di governo permette a Berlusconi di sostenere che anche quando andrà al bagno svolgerà un attività consequenziale... Per questa ragione il referendum è l'unica arma a disposizione dei cittadini per bocciare una legge incostituzionale e immorale".

CASINI: CON LE NOSTRE PROPOSTE LA LEGGE SAREBBE PASSATA - "Ricordo a tutti che l'onorevole Vietti e l'Udc proposero emendamenti alla legge, ma purtroppo non sono stati ascoltati. La maggioranza, bocciando, le nostre proposte su punti specifici, ha costretto la Corte a intervenire per eliminare le forzature dal testo". Lo ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, "se fossero stati approvati i nostri emendamenti anche soppressivi la legge sarebbe stata approvata", ha detto ancora ed ha sottolineato: "quando si esagera le conseguenze sono prevedibili e mi auguro che questo valga di lezione per il futuro". Naturalmente, ha premesso Casini, "le sentenze vanno rispettate tutte, e dunque il massimo rispetto per la Corte". L'Udc aveva proposto due emendamenti soppressivi alla legge sul legittimo impedimento per togliere dal testo il meccanismo dell'autocertificazione e quello della continuazione.

LA LEGA: GIUDICI OSTILI, NON CAMBIA NULLA - "Dalla corte Costituzionale non c'era da aspettarsi altro. Sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo". Così in una nota i capigruppo delle Camere della Lega, Reguzzoni e Bricolo. "Non c'è sentenza della magistratura che può bloccare l'azione dell'esecutivo. La sentenza della Corte Costituzionale non blocherà l'azione del governo. Il cammino delle riforme prosegue con i tempi e i modi stabiliti. E per la Lega non cambia nulla".

ALFANO: LA SINISTRA HA PERSO LA SUA SCOMMESSA - "Sono surreali le grida esultanti di una sinistra che scommetteva sulla bocciatura della legge sul presupposto che era tutto già scritto e compreso nella fattispecie prevista dal vigente codice di procedura penale all'art. 420 ter. Questa scommessa la sinistra l'ha persa". Ad affermarlo è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in riferimento al verdetto della Consulta sul legittimo impedimento.
"Siamo convinti - aggiunge - che il principio di leale collaborazione spingerà i giudici a non tradire lo spirito di questa sentenza. Attendiamo comunque di leggere le motivazioni per una più approfondita valutazione della decisione".

VENDOLA: BOCCIATURA DI UN ATTO DI ARROGANZA - "E' una bocciatura di un atto di arroganza. Siamo di fronte al tentativo del potere politico di sottrarsi dal dovere di partecipare quando viene convocato, per contestazioni specifiche, al pubblico dibattimento dentro al processo". Lo ha dichiarato il presidente della regione Puglia, Nichi vendola, a margine di un dibattito sulla Giustizia, nel foyer del Teatro Petruzzelli di Bari. "Noi - ha proseguito Vendola- dobiamo lavorare per rendere veloce il processo, per garantire la parità assoluta tra difesa e accusa, la terzietà del giudice". Per il leader di Sinistra e Libertà "bisogna andare, quando si è oggetto di una imputazione e di un rinvio al giudizio, bisogna difendersi dentro al processo e non bisogna difendersi dal processo sabotandolo continuamente". "Questo è il punto che la Corte Costituzionale ha ribadito. Per Berlusconi, a me pare, l'ennesimo gioco d'azzardo che non è riuscito".

BERSANI: RISPETTO PER LA SENTENZA - "Grande e doveroso rispetto per la sentenza della Corte Costituzionale che ha interpretato da par suo la Costituzione". Questo il primo commento del segretario Pd, Pier Luigi Bersani, alla decisione della Corte sul legittimo impedimento. Bersani ha anche affermato di ritenere "inaccettabili, e spero siano corrette, le prime reazioni del Pdl e della Lega di attacco alla Corte".

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