La manovra fa saltare il Corriere. De Bortoli attacca la Cgil
Susanna tutta panna, come recitava un vecchio slogan pubblicitario? Altro che... La Camusso, corpulenta e decisa segretaria della Cgil, ha mostrato di essere davvero di ferro davanti al Ferruccio nazionale, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Addirittura, alla sua richiesta di una deroga allo sciopero nazionale di domani, non lo ha degnato di risposta: niente da fare, non te la do, punto.
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Immediata e insolitamente furiosa, la reazione del famoso giornalista il quale, prese carta e penna, si è scelto la parte più visibile della prima, la spalla, e ha messo giù venti righe al vetriolo contro questo atto "grave e discriminatorio".
Cattiva educazione, anzitutto, che detto da un uomo a una signora... E poi, nel merito: "Mi è sembrato di cogliere nelle parole della Camusso un fastidio nei confronti delle critiche e delle posizioni del Corriere che mi ha sorpreso e amareggiato". Censura politica preventiva, dunque? Boom, questa è pesante e rievoca gli anni '70 e gli scontri tra Corriere e sindacato per le vertenze all'Alfa Romeo (forse la Camusso, che allora si occupava proprio di auto, se le ricorda). Con rincaro della dose: "Nell'impedire l'uscita del giornale, Susanna Camusso scrive una pessima pagina della sua gestione".
De Bortoli non lo dice ma sembra ancora convinto che il Corriere sia un'istituzione. Sicché è incredulo alla sola ipotesi che il suo giornale non vada in edicola nell'indifferenza dei vertici sindacali. Mentre gongola la concorrenza dei Mauro, Feltri, Sallusti, Belpietro, che devono avere maestranze poligrafiche meno riottose e che, alla faccia di De Bortoli, hanno già ordinato l'incremento delle tirature per domani. E' lo sciopero, bellezza, gli diranno i sindacalisti. E, come insegnano i manuali del conflitto in fabbrica, se la fermata è l'estrema ratio della protesta, deve sforzarsi di far male alla controparte facendo esplodere le contraddizioni in campo avverso. Sennò che sciopero è? Ferruccio si metta l'anima in pace. E magari provi a trattare meglio la Cgil. Se è un problema di sostanza più che di forma, di potere più che di diritti, forse così può sperare di farcela. Ma, salvo colpi di scena e ravvedimenti in corsa, dalla prossima volta.
CAMUSSO, SOLO DE BORTOLI SI E' LAMENTATO E HA INSINUATO - Nessuna deroga, neppure per il Corriere della Sera che domani unico tra i grandi quotidiani domani non sara' in edicola a causa dello sciopero della Cgil. Lo ha ribadito questa sera il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, rispondendo seccamente al direttore del quotidiano di via Solferino e accusandolo di insinuazioni. ''Abbiamo convocato lo sciopero in una condizione straordinaria - ha detto Camusso a margine della festa del Pd di Torino - e non mi pare che sia utile in una condizione di questo tipo concedere delle deroghe ne' per il Corriere ne' per altri che hanno ricevuto la stessa risposta senza pero' lamentarsi e insinuare come ha fatto il direttore del Corriere''.
CAMUSSO A DE BORTOLI, CONDIZIONI NON CONSENTONO DEROGHE - "Lo sciopero generale e' stato convocato in condizioni straordinarie e per questo non sono possibili deroghe". Cosi' la leader della Cgil Susanna Camusso, questa sera a Torino per partecipare alla festa del Pd, replica al direttore del Corriere della Sera, De Bortoli, che oggi, dalle pagine del giornale, aveva lamentato il no della Cgil a una deroga per l'uscita del quotidiano: "Mi pare che sia evidente a tutti che lo sciopero generale lo abbiamo convocato in una condizione straordinaria. E non ci pare utile, in una condizione di questo tipo, che ci siano deroghe ne' per il Corriere ne' per altri che ce lo hanno chiesto e hanno ricevuto la stessa risposta, senza pero' lamentarsi e insinuare come ha fatto il direttore del Corriere".



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