Schifani: "Adesso ci vuole il coraggio di fare riforme strutturali"
"Si abbassi la conflittualita', che io avevo e ho sempre cercato di tenere lontana nei miei interventi istituzionali e che non giova quando si tratta di confrontarsi per trovare la sintesi dei problemi". Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani, nell'intervento fatto nella base Unifil di Shama, nel Libano, in occasione dell'incontro con i soldati del contingente italiano che opera in quest'area e che tra qualche giorno assumera' il comando dell'intera missione Onu.
Schifani, che anche quest'anno ha voluto trascorrere la vigilia del Natale con i militari italiani impegnati in missioni di pace all'estero, ha auspicato che il 2012 "sia un anno sereno e che vedra' impegnata la politica italiana a trovare sempre il massimo dei punti di convergenza per affrontare i problemi". Il presidente del Senato si e' detto "certo che nel 2012 la conflittualita' si abbassera', con il senso di responsabilita' al quale ci richiama sempre il presidente della Repubblica".
"Viviamo momenti difficili, delicati, sotto il profilo economico - ha aggiunto il presidente del Senato - ma vogliamo dare un segnale importante, forse senza precedenti, e cioe' la volonta' di affrontare questo momento in un contesto di solidarieta' politica". Il presidente del Senato ha aggiunto: "adesso c'e' un governo di grandi intese, caratterizzato da personalita' di grande profilo e sostenuto da forze politiche che fino a ieri non dialogavano, con l'obiettivo di superare la china e sviluppare una unanime azione che faccia crescere l'Italia".
Schifani ha inoltre sottolineato che la sua presenza qui a Shama, alla base Unifil, "testimonia la nostra vicinanza e il ringraziamento istituzionale e anche personale a voi militari. Occorre in questo momento essere vicini ai nostri ragazzi impegnati nelle missioni di pace. Siamo fieri e orgogliosi dei nostri caduti, di averli dovuti piangere e non li dimentichiamo". Il presidente del Senato ha parlato quindi di "fierezza di far parte di un paese che talvolta paga un prezzo troppo alto ma lo fa per tenere alta la bandiera della pace. Tutelare la pace e' missione che non puo' interrompersi dinnanzi a minacce terroristiche invisibili e che cerca di portare alto il vessillo della democrazia. Il nostro Paese e' tra i primi come tutore della pace nel mondo".
Schifani ha ricordato che proprio ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che rifinanzia le missioni all'estero, "sono certo che il Parlamento in tempi brevi possa convertirlo in legge come segnale di un parlamento unito quando si trova a dare fiducia ai nostri militari". "La mia presenza qui - ha detto ancora - ribadisce l'impegno che vuole significare la testimonianza del Paese a chi assumendo anche rischi gravissimi, garantisce la pace nel mondo".
Per Schifani "le missioni umanitarie sono la punta di diamante dell'essenza del nostro Paese. Liberta' e amore per la democrazia sono valori fondanti per assicurare sicurezza e anche serenita' alle popolazioni presso cui operate. Siete stimati e apprezzati nei contesti internazionali per la vostra professionalita'. L'Italia e' fiera e orgogliosa di voi". E' intervenuto anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il quale ha avuto parole di plauso e ringraziamento nei confronti del contingente italiano "per come assolvete missioni delicate, fatte di atti prettamente umanitari e anche per come sapete tenere alto il nome delle Forze Armate". Un saluto e' stato fatto anche dal comandante del contingente italiano in Libano (Brigata Pinerolo), il generale Carlo Lamanna. Poi c'e' stato lo scambio di doni.


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