Scalfaro in Paradiso con la Costituzione
Di Antonio V. Gelormini
Ne sono certo. Oscar Luigi Scalfaro si presenterà alle porte del Paradiso col suo intramontabile sorriso, il rosario in tasca, e avendo ben stretta tra le braccia la Costituzione della Repubblica Italiana. Sarà il suo ultimo, ma imperituro gesto da Presidente emerito, senatore a vita e Presidente dell'Associazione di Difesa della Carta. "Amatela, proteggetela e praticatela", ebbe a raccomandarci durante una delle tante iniziative organizzate da "Libertà e Giustizia", per la salvaguardia della Carta Costituzionale. La teneva tra le mani come un breviario, e non tralasciò di aggiungere: "E' il frutto ricco e sofferto di una pagina storica immensa, che i Padri Costituenti, di cui mi onoro umilmente di aver fatto parte, hanno scritto con l'impegno, l'amore e l'intelligenza politica che il popolo e questo Paese meritavano e continuano, nonostante tutto, a meritare".
Ci piace immaginarlo con i ritrovati amici di sempre, Alcide, Aldo, Umberto e Piero (De Gasperi, Moro, Terracini e Calamandrei), nell'aula senza confini dell'aldilà, mentre ne declama con orgoglio gli articoli. Da strenuo difensore di una laicità nobile e solenne, da autentico democratico cristiano, potrebbe anche essere capace di chiedere a Mosè di fargli spazio, per affiancare le Tavole di Montecitorio a quelle del Monte Sinai.


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