Caro Eugenio, ti ricordi Sindona? Firmato, il caro Ferruccio
Effetto Gadolinio sui giornali e in particolare su due alti papaveri come Eugenio Scalfari e Ferruccio De Bortoli, rispettivamente fondatore di Repubblica e direttore del Corriere della Sera. Come dire, il top del top. Pomo della discordia: l'atteggiamento da assumere verso Silvio Berlusconi. Scalfari è per il randello, De Bortoli per il bastone e la carota.
Così i due, chiamandosi per nome e scambiandosi all'apparenza attestati di stima e affettuosità come facevano i democristiani di una volta ("il caro Ferruccio di cui ho stima", "il caro Eugenio, un maestro che ho sempre apprezzato"), se le stanno suonando di santa ragione, ogni giorno di più, con roncolate micidiali e quotidiane dalle rispettive colonne degli incolpevoli giornali (e se si telefonassero?). Di talchè, se non interverrà qualche armistizio pacificatore (ma non ci sono più i Ciarrapico di una volta), si opina che ne vedremo e sentiremo delle belle.
Oggi ad esempio il mite e pensoso Ferruccio, abbandonato il proverbiale understatement, imbraccia la clava e scrive papale papale che Scalfari stava con il bancarottiere Michele Sindona nella sua battaglia contro Mediobanca. Lui, sì, il Fondatore, l'uomo dell'Io. O che misteriosamente preferì cedere il controllo del suo quotidiano a Carlo De Benedetti evitando invece di quotare in borsa il 49 per cento che gli avrebbe consentito di rimanere con Caracciolo l'editore, come gli era stato consigliato da un finanziere.
Perle e florilegi. Ora si sussurra che Scalfari stia preparando la controreplica: i rapporti tra Ferruccio e Romiti e tra Ferruccio (che voleva uscire dal Sole e ci provò con Repubblica, ma Scalfari si mise di traverso) e De Benedetti.
E la lite tracima in tv: dopo essersi accapigliati all'Infedele di Gad Lerner (buono quello), ora si spostano dalla Dandini su Rai tre. Ieri c'era Scalfari, in jeans e camicia rosa. Per stasera è atteso De Bortoli. E' la glasnost, l'effetto Gadolinio Berlusconi, un copyright di Affaritaliani.it che abbiamo ieri spiegato così:
"Avete presente il liquido di contrasto, ossia quella sostanza che ci viene iniettata nei tessuti a fini diagnostici con l'effetto straordinario di riprodurre immagini nitidissime degli organi interni del nostro corpo? Come il Gadolinio, ad esempio, il più diffuso, usato nella risonanza magnetica. Iniettato per via endovenosa, entra nei tessuti e grazie alla sua natura paramagnetica restituisce al medico un'alta intensità di segnale e dunque una straordinaria visibilità con una ben maggiore capacità di lettura e discernimento. Ecco, il Gadolinio sta al nostro organismo come Silvio Berlusconi sta all'Italia. Il Cavaliere di Arcore opera come un liquido di contrasto nel corpaccione malato della Repubblica italiana. Iniettato nei gangli sia centrali che periferici dello Stato e della società, ne schiarisce le zone d'ombra accentuandone la leggibilità" (Se sei interessato leggi tutto l'articolo dell'Angioletto di Affari)



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