Scalfari non ha letto la costituzione
Su Repubblica del 27/11 Eugenio Scalfari ha scritto: “La formazione del governo spetta al presidente della Repubblica il quale, a termini della Costituzione, nomina il presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri". E su questo stesso blog si è osservato: “Al Presidente della Repubblica non spetta affatto la formazione del nuovo governo ma (art.92) solo la nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nient’altro. Il PdR i ministri li nomina ‘su proposta di questo’ – una proposta che non può rifiutare - e non gli è neanche richiesto un parere consultivo”.
Una settimana dopo, cioè oggi, Scalfari ripete lo stesso errore. E si è costretti a ripetergli le stesse cose.
“Penso e mi auguro – scrive - che i futuri governi siano sempre governi istituzionali che riflettano gli indirizzi della maggioranza parlamentare ma la cui composizione sia decisa dal capo dello Stato come la Costituzione prescrive con estrema chiarezza”. “la cui composizione sia decisa dal capo dello Stato come la Costituzione prescrive con estrema chiarezza?”: ma dove l’ha letto? Qui si sfida lui ed anche i lettori che dovessero condividerne le idee a indicare quale articolo della Costituzione assegna al Presidente della Repubblica il compito di “comporre il governo”.
Più oltre, riguardo ai ministri, il profeta scrive: “ma la [loro] scelta non spetta alle segreterie, spetta al capo dello Stato e questa è una distinzione fondamentale che preserva l`essenza del governo-istituzione e toglie ai partiti una tentazione che deformerebbe il loro stesso prezioso ruolo”. Assoluta fantasia anticostituzionale. La scelta dei ministri spetta al Presidente del Consiglio incaricato, non al Presidente della Repubblica, e il Presidente del Consiglio incaricato non può prescindere dal parere dei partiti che dovranno sostenerlo, perché diversamente essi non lo sosterrebbero. Amen.
Ma non c’è, in Largo Fochetti, qualche fattorino che abbia letto la Costituzione?
di Gianni Pardo


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