Scajola stoppa la fronda: Per ora...
scajolaL'annunciata cena tra gli scajoliani non ci sarà. Certo, continuera' il giro di 'consultazioni' per valutare le prossime mosse, sono possibili riunioni anche nei prossimi giorni ma al momento i 'dissidenti', riferiscono fonti parlamentari del centrodestra, frenano. Fonti parlamentari del Pdl rivelano che Claudio Scajola avrebbe inviato una lettera riservata a Silvio Berlusconi per spiegare le ragioni del suo malessere. Una missiva per mettere nero su bianco le proprie osservazioni e sottolineare la necessita' di superare l'attuale fase politica. Ma l'ex ministro dello Sviluppo, pur ritenendo necessaria "una scossa", non avrebbe intenzione ora di andare alla conta o di preparare un documento di 'rottura'. Un atteggiamento che sarebbe stato apprezzato da Berlusconi che avrebbe speso parole di elogio per Scajola. Non e' un traditore, mi ha assicurato che non pensa affatto a far cadere il governo, vuole solo dare il suo contributo, ha riferito il Cavaliere ai suoi. Il premier formalmente ha delegato Angelino Alfano di sbrogliare la matassa. Ed e' proprio il segretario del Pdl a portare avanti la mediazione.
Oggi e' stato a villa San Martino dal Cavaliere, domani dovrebbe incontrare proprio Scajola con il quale ha avuto un contatto telefonico. L'ex ministro dello Sviluppo incontrera' anche il presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi il gruppo che fa riferimento al politico ligure aveva manifestato il proprio malessere, ventilando anche l'ipotesi del passo indietro da parte del premier. Ma lo stesso Scajola, oltre ai contatti avuti con il premier, non avrebbe nascosto le proprie preoccupazioni per un eventuale salto nel buio. Anche per questo motivo ci sarebbe una frenata sulla richiesta di aprire una fase di transizione. Si cerca un'intesa che possa passare piuttosto attraverso un rilancio della politica economica e del governo, non escludendo neanche una mini-patrimoniale. Il politico ligure inoltre chiede garanzie per una maggiore collegialità all'interno del partito e sulle scelte future del Pdl. Scajola allo stesso tempo resta in contatto con i 'malpancisti' di palazzo Madama, ma - viene spiegato - non sono previste 'defezioni' quando approdera' nell'Aula della Camera e del Senato il Def, ne' mercoledi' sul voto sulle intercettazioni. "Non siamo franchi tiratori, se avremo qualcosa da dire lo faremo alla luce del sole", spiega uno degli scajoliani. Ora la vera sfida del premier sarà con Tremonti e il Carroccio. Il pressing del Pdl sul ministero dell'Economia continua senza sosta. A nulla sono serviti i richiami di Luigi Casero, sottosegretario di via XX settembre, sull'impraticabilita' della strada del condono causa veto di Bruxelles. I vertici del partito - da Cicchitto a Gasparri, passando per Corsaro a Napoli insistono che la sanatoria e' l'unico modo per abbattere il debito. Ma il premier - convinto che il condono oltre a risorse (calcolate fra i 50 e i 70 miliardi) porti anche voti, molto utili in vista di una possibile sfida elettorale - dovra' superare l'asse Tremonti-Bossi.


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