Savona, sette candidati per la poltrona di sindaco
Sono sette i candidati sindaco di Savona, per una sfida elettorale che, almeno secondo gli strateghi del Pd, va ben oltre il colore della prossima giunta e il giudizio sull'amministrazione uscente, mette alla prova un modello di alleanze, quello della vasta coalizione, gia' adottato con successo dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, da riproporre sul piano nazionale. La Liguria come laboratorio politico.
I candidati sono Federico Berruti, che ha dietro di se' Partito democratico, Udc - Api, Partito socialista, Italia dei Valori, Sinistra ecologia liberta', Federazione delle sinistre, Lista civica per Berruti sindaco; Paolo Marson (Popolo delle liberta', Lega Nord, Paolo Marson sindaco, Giovane Savon@); Daniela Pongiglione (Noi per Savona, Verdi); Milena Debenedetti (Movimento 5 stelle); Giovanni Genta (Futuro e liberta'), Simone Anselmo (Partito comunista dei lavoratori); Ugo Ghione (Nuova destra savonese/Forza nuova).
I piu' forti, sulla carta, sono Berruti e Marson, con Berruti che punta a vincere al primo turno. 'Sarebbe importante, afferma Giovanni Lunardon, vicesegretario ligure del Pd - passare al primo turno. Non solo per la situazione locale, ma perche' e' in gioco un dato politico nazionale molto forte, la forza elettorale di quello che potremmo chiamare il modello Burlando, la coalizione vasta che va dal Sel all'Udc e ha nel Pd l'elemento portante".
"Un'affermazione netta di questo modello favorirebbe la sua adozione sul piano nazionale - prosegue Lunardon - Noi crediamo che per battere Berlusconi, chiudere con la seconda repubblica e con questo tipo di bipolarismo, siano necessari una coalizione ampia e una legislatura costituente. Una competizione su tre poli porterebbe all'ingovernabilita', a risultati diversi tra Camera e Senato'.
Proprio a Savona, pero', il mosaico della coalizione vasta ha perso qualche tassello, perche' Fli e alcune forze della sinistra corrono da soli.
'Con Fli - spiega Lunardon - non si poteva stringere un'alleanza in questa fase. A parte i ricordi della Resistenza, che qui sono molto vivi, gli esponenti di quel partito fino all'altro ieri erano all'opposizione, presentarsi insieme sarebbe stata un'operazione trasformistica, improvvisata e raccogliticcia".
"Quanto alla sinistra, nella coalizione ci siamo noi, il Sel e Rifondazione - prosegue Lunardon - Certo, la frammentazione in tante liste non ci giova, ma partiamo da una base elettorale ampia e da un governo che ha soddisfatto. Savona in questi anni e' cambiata, e' cambiata in meglio e lo si vede'.
Il candidato Marson non si sente affatto gia' battuto. 'Erano partiti con un forte vantaggio - dice - e ne hanno perso molto, una dozzina di punti di consenso in tre mesi, secondo i loro stessi dati.
Ma quello che colpisce di questa campagna elettorale e' il fatto che gli amministratori non amano parlare del loro operato".
"Di solito il candidato uscente dice quello che ha fatto, lo sfidante lo critica e propone un suo programma - prosegue Marson - Ma loro non hanno fatto letteralmente nulla, non sono riusciti a prendere decisioni, sono stati attenti solo alle alchimie di partito e ora hanno ben poco da dire. Savona deve fare i conti con cinquant'anni di decisioni non prese e di occasioni mancate e con un ultimo quinquennio di totale assenza di scelte univoche e responsabili'.



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