Sarkozy, un ottimo leader. Sì, della sinistra europea...
Il presidente ha fatto capire subito cosa intendesse affermando che “in Francia il burqa non è benvenuto”. Per quanto infatti ci sia libertà di religione ha messo in chiaro che se essa si traduce nell’accettare simboli di sottomissione della donna allora non ne sarà consentita la sua espressione esteriore. Che tradotto significa affrontare contemporaneamente tutti i nodi culturali ed etici in cui si dibatte l’Occidente. Infatti con le sue dichiarazioni Sarkozy in un colpo solo ha detto no al relativismo, no alle religioni che non riconoscono i diritti umani, no alla visione obamiana della libertà religiosa, no all’esperienza di integrazione e di multiculturalismo all’anglosassone.
I diritti umani per Sarkozy sono infatti sì un prodotto occidentale (alla cui elaborazione la Francia ha contribuito grandemente e con orgoglio ostentato) ma indipendentemente da chi li ha enunciati hanno valore universale e riconoscerli è un obbligo. Se una religione non contempla il loro rispetto (è il caso per alcuni versi di quella cattolica e di quella islamica), allora non possono esserne accettati in parte o del tutto né i suoi dogmi né le sue manifestazioni. Una visione che si oppone a quella di Obama, appena enunciata con il suo discorso de Il Cairo, che prevede un mondo in cui le donne devono essere libere di indossare il burqa per scelta e non per obbligo.
E che si oppone all’esperienza del multiculturalismo inglese e canadese che, nei suoi esiti più recenti, prevede che le comunità islamiche possano risolvere le controversie tra i loro membri attraverso arbitrati privati che si ispirano alla sharia. Posizioni di destra? Per niente: sono le stesse posizioni che la sinistra (perfino e soprattutto quella radicale) aveva prima della caduta del muro di Berlino e dell’esplosione del relativismo. Ma che adesso, paradosso della storia, sono diventate patrimonio delle destre laiche e liberali di tutta Europa. Di cui Sarkozy, con la sua capacità inaspettata e sorprendente di visione e di sintesi, rischia di diventare il leader.



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