Sardegna, Soru si dimette e il Pd lavora per evitare il voto anticipato
Le dimissioni avranno efficiacia dopo 30 giorni. Se non saranno ritirate, l'assemblea sarà sciolta e le elezioni si terranno entro i successivi 60 giorni. "Per me era importante - ha detto Soru - riflettere in maniera serena e pacata sul modo migliore di proseguire i lavori oggi e in questa legislatura. E' evidente che si è mostrato un dissenso forte, in parte sul merito sul governo del territorio, ma ancora di più mi sembra che sia mancata la fiducia necessaria tra un presidente della Regione e la sua maggioranza".
"Ho riflettuto - ha aggiunto - so di essere stato eletto direttamente, con la fiducia dei cittadini, ma non si può governare senza la fiducia della maggioranza in Consiglio regionale. Ancora di più perché, subito dopo, avremmo dovuto discutere la legge finanziaria che non si può affrontare nel clima, appunto, di una fiducia interrotta oggi". All'annuncio delle dimissioni, dai banchi del centrodestra si è levato un applauso.
"Non sarà l'ultimo giorno della mia esperienza politica", ha sottolineato Soru, nell'intervento nell'aula del Consiglio regionale durante il quale ha annunciato le sue dimissioni. Ma tuttavia potrebbe anche non essere detta l'ultima parola rispetto alla guida della Regione Sardegna. Secondo il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Antonio Biancu, vi è stato un fraintendimento tra maggioranza e presidente sulla valenza dell'emendamento che è stato poi bocciato, e ci sarebbero ancora margini per "riannodare i fili della maggioranza e portare a scadenza il programma di governo presentato agli elettori".
Analoga la posizione del portavoce del Pd, Andrea Orlando: "Lavoreremo nelle prossime ore per ricomporre il quadro politico e fare in modo che non si apra la strada della fine anticipata della legislatura".



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