Sardegna, Soru si dimette e il Pd lavora per evitare il voto anticipato

Mercoledì, 26 novembre 2008 - 08:11:00


Colpo di scena. Il presidente della Regione Sardegna,


Renato Soru
, si è dimesso dall'incarico con una comunicazione al Consiglio regionale che stava per approvare la nuova legge urbanistica. Le dimissioni saranno formalizzate con una lettera che sarà inviata al presidente dell'Assemblea sarda, Giacomo Spissu. "Non si governa se manca la fiducia della maggioranza", ha detto lo stesso Soru. La decisione è stata annunciata dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge Urbanistica.

Le dimissioni di Soru sono state il culmine di una giornata di tensione. Nel tardo pomeriggio di martedì, il Consiglio regionale aveva sospeso la votazione sull'articolo 42 della proposta di legge urbanistica, in seguito a una spaccatura interna al Pd, emersa in Aula. Lo stop, chiesto dal capogruppo Pd Antonio Biancu, era stato provocato dalla differente valutazione dei contenuti di un emendamento di sintesi, presentato dalla Giunta, e relativo all'applicazione, con le norme previgenti, della pianificazione in corso, soprattutto paesaggistica.

Soru aveva parlato in Aula di "felice sintesi tra le differenti posizioni", ma nel Pd il relatore del provvedimento, Giuseppe Pirisi ("non voglio essere preso in giro") e Alberto Sanna (disconoscendo il suo capogruppo Antonio Biancu) avevano confermato le loro perplessità "contro l'ambiguità di un testo che tiene in piedi valore ed efficacia delle disposizioni vigenti, facendo salva l'applicazione del Ppr pure per le zone interne in coerenza con le vecchie linee guida generali della pianificazione".

La situazione si è complicata dopo la bocciatura della parte dell'emendamento fortemente voluto dallo stesso Soru. Che a quel punto ha lasciato l'Aula e si è chiuso in una stanza mentre fuori si rincorrevano voci di dimissioni. La decisione sarebbe collegata all'esito del voto, ritenuto - spiegano componenti della Giunta - un "chiaro segnale politico": a scrutinio palese, solo 21 consiglieri della maggioranza hanno votato a favore mentre molti si sono aggiunti all'opposizione. Alla fine i contrari sono stati 55.

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