Sante carriere/ Bertone, vacilla il suo posto. E spunta l’ipotesi di un Segretario di Stato straniero
Di Antonino D'Anna

Il 2 dicembre compirà 78 anni e, se sarà rispettata la prassi adottata per il suo predecessore Angelo Sodano, per il cardinale Tarcisio Bertone, potente Segretario di Stato vaticano, potrebbe essere il capolinea. Anche se al momento, secondo i rumors raccolti da Affari, tutto sarebbe molto incerto e in alto mare. Circolano due voci, che riassumono due scuole di pensiero: se Bertone dovesse lasciare il timone della Segreteria di Stato, al suo posto potrebbe profilarsi il cardinale Angelo Bagnasco, attuale presidente dei vescovi italiani, oppure l'Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. La seconda scuola invece, che già aveva affilato le sue armi al tempo della successione a Sodano, nel 2005, pensa alla fine della tradizione secolare che vuole i Segretari scelti tra gli italiani. E si torna a parlare di un collaboratore tedesco per il Papa. Nel frattempo, però, il cardinale continua a godere di ottime relazioni e il suo rapporto nato negli anni '80 dalla collaborazione e fiducia tra l'allora cardinale Joseph Ratzinger e monsignor Bertone.
TUTTE LE PORPORE DEL CARDINALE - "Bertone? C'è chi dice, nel suo entourage, che resterà finché il Papa regnerà", dice una fonte sentita da Affari Oltretevere, anche se aggiunge: "Bisogna pur dire che il cardinale oggi in Curia ha amici ovunque, o comunque sono persone a lui vicine, per questo prima di darlo per spacciato è meglio pensarci bene". In che senso? "Dare per moribondo uno che ha visto un bel po' di amici o collaboratori elevati alla berretta cardinalizia, come nel prossimo Concistoro (del 20 febbraio, N.d.R.), non mi pare proprio un segno di debolezza, anzi". Vediamone qualcuno: monsignor Fernando Filoni, già braccio destro di Bertone come sostituto agli Affari generali della Segreteria di Stato e che dal maggio 2011 è prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il "papa rosso" come viene da sempre chiamato il capo di quella Congregazione; Monsignor Giuseppe Bertello, attuale Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato del medesimo Stato; Monsignor Domenico Calcagno, Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica; Monsignor Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede; Monsignor Antonio Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. E l'elenco potrebbe continuare.
IL "CERCHIO MAGICO" - Bertone ha molti amici, è innegabile. È affabile e simpatico, cordiale e semplice. Inutile dire che le sue simpatie sono ricambiate da persone a lui molto vicine e da lui molto stimate, tanto che qualcuno ironicamente parla di un "cerchio magico" facendo il verso alla Lega Nord (ma le due cose non sono assimilabili). Ecco allora il trentenne Marco Simeon da Sanremo, una carriera fulminante che lo ha portato da ultimo ad essere alla direzione di Rai Vaticano dopo Giuseppe De Carli ed anche a quella delle Relazioni istituzionali e internazionali della Rai. Sebbene indicato come vicino a Cesare Geronzi, ha anche un legame con l'ex ministro Claudio Scajola. C'è poi monsignor Paolo Nicolini, direttore dei Musei vaticani citato insieme a Simeon in una delle lettere scritte da monsignor Carlo Maria Viganò, ora Nunzio a Washington e già segretario del Governatorato dello Stato città del Vaticano (ricordiamo, per inciso, che il Governatorato ha preso le distanze da quei documenti e dai rilievi contenuti ribadendo la propria trasparenza economica, amministrativa e finanziaria e il non essere "in balia di forze oscure"). E ancora: monsignor Versaldi, vercellese di Villarboit e in seguito Arcivescovo di Alessandria dal 2007 al 2011 fino a quando è stato chiamato in Vaticano, lo stesso Bertello (il quale ha firmato il comunicato con cui il Governatorato ha risposto alla lettera di Viganò); Gian Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano che però non ha convinto un po' di monsignori in Curia quando, come ospite de "Gli intoccabili" di La7, ha dovuto dire la sua sulle lettere esplosive di monsignor Viganò. E, per finire, monsignor Georg Gaenswein, il segretario particolare del Papa. Grandi amici - tutti - del cardinal Bertone; e attorno a loro "piccoli amici" in quel della Segreteria di Stato, monsignori che sospirano e sperano di avvicinarsi al "Cerchio".
VIGANO', UN FUTURO DA PROMOSSO?- A proposito di Viganò, le lettere - rese note dalla trasmissione "Gli intoccabili" di La7, avrebbero provocato non poca tempesta in Vaticano. Spiega una fonte ad Affari: "Viganò non è uomo da vendere i suoi segreti, come qualcuno ha detto a proposito del passaggio di mano delle lettere. Probabilmente qualcuno in Segreteria avrà voluto far uscire le carte per creare un problema a Bertone, ma non è stato Viganò. Lui è un uomo leale. E ha tanti amici fuori dai Sacri Palazzi che per il momento non possono fare nulla per lui". Ma è molto probabile, aggiunge, "Che in un futuro pontificato potrebbe ricevere la porpora, oppure se davvero Bertone andrà in pensione. Molta gente lo reputa una persona seria". Sarà promosso e rimosso, punito dopo il caso che l'ha coinvolto? "No, è meglio per tutti se questa storia si smorza presto - risponde la fonte -. Quelle lettere hanno fatto paura ad un po' di gente, qua. E quindi è meglio chiudere la faccenda, così come c'è chi ha capito che punire Viganò farebbe di lui una vittima. Per adesso sta in America".


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