Sanità, Obama in difficoltà si affida a Bill Clinton

Mercoledì, 17 marzo 2010 - 22:30:00


Bill Clinton in una rara visita in Congresso si è schierato ancora a favore della riforma sanitaria di Barack Obama. E ha mostrato ottimismo: "Voglio intensamente questa riforma e ritengo che passerà", ha detto l'ex presidente. Una fiducia che si scontra con l'opposizione alla legge: in blocco dei repubblicani ma in crescita anche tra i democratici, con ventidue deputati pronti a votare contro secondo Cnn. Clinton è stato in Congresso ieri per un colloquio a porte chiuse con i leader democratici del Senato, in cui si è discusso di cambiamenti climatici e di provvedimenti a favore dell'occupazione. A margine dell'incontro, ha detto: "Sarei davvero un uomo felice se la riforma passasse, ma Hilary lo sarebbe di più". Forse, ha concluso, "Hillary sarebbe la persona più felice d'America, io sarei il secondo, più di Obama, più di Rahm Emanuel e degli altri leader".

Settimana decisiva per i destini della riforma della Sanità e dell'Amministrazione Obama. Il presidente americano voleva farla approvare giovedì, prima del suo viaggio in Oriente. Ma i conti non tornano anche se Obama si è detto sicuro di avere i 216 voti necessari per un sì della Camera.

Il fronte del no ha già 200 voti. La conta è dell'emittente Cnn, che ha intervistato quasi tutti i democratici ancora indecisi sulla legge, in discussione questa settimana. Agli oppositori della riforma, pietra angolare del programma di governo del presidente, mancano 16 voti per raggiungere il quorum necessario a sbarrare la strada al provvedimento. Tra i duecento figurano tutti i repubblicani, il partito di opposizione, e 22 democratici pronti a votare contro.

La maggioranza dei democratici alla Camera è di 253 seggi ma la riforma della Sanità, un provvedimento ambizioso e profondamente impopolare in molti Stati conservatori, ha fatto rompere i ranghi a molti. La Camera è chiamata a votare la legge approvata dal Senato a Natale, un testo in larga parte diverso da quello approvato dai deputati a novembre. Non è dunque una sorpresa che l'approccio di molti democratici sia cambiato. Dei 39 democratici che votarono contro la proposta di legge della Camera, 15 restano sul fronte del no, 12 non hanno ancora sciolto la riserva e 10 sono 'in silenzio stampa'. Gli ultimi due 'no' sono Parker Griffith, passato ai repubblicani a dicembre e Eric Massa, il deputato di New York che ha rassegnato le dimissioni la settimana scorsa sulla scia di uno scandalo.

Tra i democratici che si oppongono alla legge c'è anche il blocco dell'antiabortista Bart Stupak, che chiede maggiori garanzie sul fatto che le polizze assicurative non coprano le interruzioni di gravidanza. La riforma sarebbe nelle mani di veterani come Jerry Costello, deputato dell'Illinois e James Oberstar, deputato del Minnesota, e matricole come Kathleen Dahlkemper (Pennsylvania) e Steve Driehaus (Ohio).

E' quindi caccia all'ultimo voto. E Nancy Pelosi si sta spendendo in prima persona e per agevolare l'approvazione della riforma, la speaker della Camera dei Rappresentanti non esclude di sfruttare una insolita procedura parlamentare che evita un voto diretto sul provvedimento. L'ipotesi di sfruttare il cosiddetto meccanismo del "deem and pass", che prevede un voto complessivo su una serie di leggi approvate dal Senato, ma senza entrare nello specifico sta facendo infuriare l'opposizione repubblicana, secondo cui si tratterebbe di una mossa incostituzionale. La Pelosi non ha ancora deciso, ma sarebbe orientata a sfruttare il complesso meccanismo in questione, già utilizzato in passato ma mai per un provvedimento di primo piano come la riforma sanitaria, con spese per 875 miliardi in 10 anni.

In queste ore Obama sta moltiplicando gli incontri più o meno segreti con i deputati democratici più riluttanti per convincerli a votare a favore. Secondo il numero tre dei Democratici alla Camera, James Clyburn, non è da escludere infine che il voto possa slittare e che i deputati debbano rinunciare alle vacanze per riunirsi alla vigilia di Pasqua, domenica 4 aprile.

protesta sanitaria
Proteste contro la riforma della sanità


 

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