Salvini (Lega) ad Affaritaliani.it: l'Italia deve uscire dall'Unione europea

Mercoledì, 13 aprile 2011 - 15:07:00


Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord e probabile futuro vicesindaco di Milano (in caso di vittoria di Letizia Moratti alle Amministrative), sceglie Affaritaliani.it per dire senza mezzi termini che per il nostro Paese sarebbe meglio uscire dall'Unione europea. Ecco perché.

L'Italia dovrebbe uscire dall'Unione europea?
"Ragiono in termini di costi-benefici. L'anno scorso l'Europa è costata agli italiani 14 miliardi di euro e ne abbiamo ottenuti indietro meno della metà, anche in parte per l'incapacità degli amministratori del Sud di spendere".

Quindi?
"Il rapporto costi-benefici, che deve interessare qualunque amministratore pubblico, per il momento tende a nostro sfavore".

Facciamo qualche esempio?
"Recentemente è stata bocciata da parte del Consiglio europeo la proposta di evidenziare le origini dei prodotti tessili da mettere in etichetta. Settimana scorsa sono scaduti i dazi sulle calzature importate dal Sud-Est asiatico e non li hanno rinnovati. L'anno scorso è stato il primo anno in cui ai pescatori delle nostre coste, e penso soprattutto alla Liguria, è stato impedito di pescare i bianchetti perché una direttiva europea - dopo qualche secolo - ha deciso di impedirlo. E gli esempi sono tanti...".

Andiamo avanti...
"Dalla questione delle quote latte alla difesa della nostra agricoltura e del settore manifatturiero. Senza dimenticare gli autotrasportatori e i nostri maestri di sci che subiscono la concorrenza sleale di altri. Poi ricordo le posizioni dell'Ue a favore degli alimenti ogm e i numerosi richiami all'Italia per la mancanza di libertà. E infine il tema dei respingimenti e dei diritti dei rom. Gli esempi sono centinaia".

Chiaro. Dunque?
"Siamo in deficit nel rapporto costi-benefici e se a questo si aggiunge che un caso di emergenza come questo, quello dei clandestini, non è abbastanza emergenza... allora siamo cornuti e mazziati. Oltre a costarmi, l'Europa mi prende anche in giro. Perciò non trovo una bestemmia riflettere se convenga star dentro o uscire, cosa che per altro è prevista dal Trattato di Lisbona, perché non stiamo parlando di un Cpt ma di un organismo che abbiamo fondato e a cui abbiamo aderito, ricordo e sottolineo, senza un referendum dato che la nostra anziana Costituzione impedisce un voto popolare su questioni europee. Quindi non penso assolutamente che riflettere se continuare a restare in questo consesso sia come bestemmiare in chiesa".

Se dipendesse da Salvini?
"Mi metterei in stand-by finché non si parli di un'Europa dei popoli che oggi non c'è e delle regioni, dove dialogherei con la Baviera, la Catalogna, la Bretagna e la Scozia. Ad oggi abbiamo un'Europa che non esiste e che è solo un'espressione geografica. Se poi andasse avanti la sciagurata ipotesi di adesione della Turchia all'Ue... ci sarebbe poco da dire e poco da fare".

Infine?
"I diritti dei produttori e anche dei consumatori sono ben poco considerati da Bruxelles e dall'Ue".

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