Salvatore Zappadu ad Affari: le foto inedite? Sono imbarazzanti...
Di Nicole Cavazzuti 
Antonello Zappadu
Sono passati 54 giorni dal sequestro del materiale fotografico ai danni di Antonello Zappadu, il fotografo accusato di invasione della privacy per il caso Villa Certosa. Che, dopo lo scoop mondiale del "El País", è diventato un vero fenomeno mediatico, "Almeno duemila giornali hanno trattato la questione, spesso con dovizia di particolari, spesso con vere e proprie interviste ad Antonello", sottolinea ad Affaritaliani.it Salvatore Zappadu, che ha appena presentato il libro "Antonello Zappadu, l'incubo di Berlusconi" per la Castelvecchi editore. "Un testo scritto per raccontare la nostra verità e per difenderci dalla tante accuse che ci vengono fatte. Combattiamo una battaglia difficilissima per migliorare gli spazi di libertà nella stampa italiana", spiegano i due fratelli Zappadu.
Dopo lo scoop del Pais, il 5 giugno scorso, almeno duecento network televisivi di tutto il mondo hanno aperto i loro notiziari sui fatti internazionali, con la questione di Berlusconi e delle foto di Villa Certosa. In Italia cosa è successo?
"La notizia è stata condita dai lacchè del regime televisivo con un taglio del genere: sarà denunciato El País per aver pubblicato foto provenienti da illecito. Paradossalmente, l'unico telegiornale che non ha perso un colpo per dire qualcosa su questo caso, e quindi indirettamente non ha nascosto il fatto in sé, è stato il tg4 di Emilio Fede".
Però Emilio Fede durante il tg4 ha raccontato che Antonello "era impegnato da tre anni con il suo teleobiettivo illegalmente, perché il teleobiettivo è illegale… Domanda d'obbligo: spiare per tre anni non è per caso un reato punibile non soltanto con le ammende o piuttosto non potrebbe essere anche previsto l'arresto… Ammenda? Ma in un Paese civile c'è l'arresto. C'è l'arresto per questo signore!". Che cosa commentate a proposito?
"Che dire? Dopo il Lodo Gasparri, quello Alfano, quello sul falso in bilancio, quello del passaggio sui voli di Stato, siamo all'antivigilia del Lodo Fede. Fede, per la verità, non è stato il solo. Il 22 giugno "Il Giornale" ha trasformato in una pseudo intervista le tesi sul complotto di un esperto di intelligence come Aldo Giannuli, presentato come uno dei massimi esperti di complottismo per i suoi trascorsi di collaboratore della magistratura in vari casi controversi dei troppi misteri italiani".



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