Sakineh lapidata tra qualche ora
L'esecuzione di Sakineh Mohammad Ashtiani potrebbe essere imminente. Secondo il Comitato internazionale contro le esecuzioni, Teheran ha autorizzato le autorità penitenziarie di Tabriz a eseguire la condanna a morte. "Le probabilità di un'imminente esecuzione di Sakineh sono ora molto alte - scrive la ong sul suo sito - E' stato riferito che sarà giustiziata già questo mercoledì, 3 novembre". Il Comitato ha organizzato una manifestazione di protesta alle 14 ora locali (le 15 in Italia) davanti all'ambasciata iraniana a Parigi e una marcia dinanzi alla sede del Parlamento europeo, a Bruxelles. 
Sakineh
Sakineh, 43 anni, madre di due figli, è rinchiusa da quattro anni nel braccio della morte della prigione di Tabriz, nella regione nord-occidentale dell'Iran. Nel 2006 le sono state inflitte 99 frustate per una "relazione illecita" con due uomini, poi è stata condannata a morte per adulterio e per complicità nell'omicidio del marito. Il caso ha suscitato le dure proteste della comunità internazionale e una martellante campagna della stampa straniera, tanto che le autorità iraniane hanno deciso di commutare la lapidazione in impiccagione.
APPELLO DI FRATTINI E CARFAGNA. Appello all'Iran dei ministri Franco Frattini e Mara Carfagna perche' venga salvata la vita di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e omicidio e che potrebbe essere giustiziata domani. "Le notizie che da fonti non governative ci giungono da Teheran secondo cui la vita di Sakineh Ashtiani sarebbe in pericolo imminente ci colpiscono profondamente", si legge nel comunicato congiunto dei ministri degli Esteri e delle Pari Opportunita'. "L'impegno dell'Italia , non solo del governo, ma anche del parlamento e dell'opinione pubblica, per evitare la pena di morte - ovunque e contro chiunque essa venga decretata - in quanto punizione lesiva della dignita' umana e' noto a tutti. Vogliamo pero' ribadirlo oggi nuovamente, con forza, e siamo fiduciosi di poter trovare ascolto presso le autorita' di un Paese come l'Iran che l'Italia rispetta in quanto Stato sovrano e con il quale intende intrattenere un rapporto di dialogo costruttivo". "Il nostro appello -prosegue la nota- non e' contro l'Iran, ma per la vita di Sakineh - come abbiamo manifestato sin dall'inizio della nostra campagna. Un riscontro positivo da parte iraniana a questa nostra sensibilita' aiuterebbe quella fiducia reciproca che l'Italia sta cercando di ripristinare con l'Iran malgrado il difficile momento internazionale".
Il quotidiano Tehran Times ha intanto reso noto, citando il procuratore generale Gholamhossein Mohseni-Ejei, che è stato arrestato anche l'avvocato iraniano di due tedeschi finiti in manette il mese scorso mentre intervistavano il figlio e l'avvocato di Sakineh. Il legale, di cui non è stato rivelato il nome, è accusato di avere "interagito con elementi controrivoluzionari con base all'estero" e di "falsificazione di documenti". Secondo il procuratore generale è stato trovato in possesso di "tre diversi documenti d'identità".
I due tedeschi sono stati arrestati il 10 ottobre a Tabriz nell'ufficio dell'avvocato di Sakineh, Javid Hutan Kian, mentre intervistavano Sajjad Ghaderzadeh, il figlio della donna. Con loro sono stati arrestati anche Sajjad e il legale.
Secondo il settimanale Der Spiegel, i due tedeschi sono giornalisti del gruppo Springer. Ma né Teheran né Berlino hanno confermato questo particolare. Le autorità di Teheran hanno affermato che erano entrati in Iran con visto turistico e li hanno accusati di "legami con elementi controrivouzionari" residenti in Germania, intendendo forse i dirigenti del Comitato internazionale contro le esecuzioni.



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