Bio-testamento/ Rutelli è "incavolato" con l'Unità

Martedì, 24 febbraio 2009 - 14:34:00


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"Sono molto incavolato e dico basta alle strumentalizzazioni. Perché è intollerabile che le mie posizioni, ogni volta che vengono espresse, debbano essere distorte". Insomma "non voglio essere bollato o come quello che persegue una strategia di scissione o come chi obbedisce a poteri esterni alla politica ed esprime una posizione eteroguidata dalla Chiesa o da questo o quel cardinale". È questo lo sfogo che Francesco Rutelli ha consegnato ai giornalisti convocati in una conferenza stampa. Bersaglio della sua "incavolatura" l'Unità che oggi pubblica un articolo in cui si dice che sul testamento biologico "Rutelli e i teodem dividono il Pd".



Insomma, l'ex leader della Margherita non si sente rappresentato proprio da quello che "dovrebbe essere il giornale del Pd". E sulle questioni eticamente sensibili incalza: "O si dice che c'è una linea obbligatoria, o si devono rispettare e apprezzare tutti i tentativi" per arrivare a una soluzione "il più condivisa possibile". Il riferimento è agli emendamenti al ddl Calabrò (Pdl) sul testamento biologico che il senatore democratico ha presentato ieri mattina in commissione Sanità. Mentre la posizione "prevalente" del suo partito insiste per cercare di inserire nella legge al vaglio di Palazzo Madama il criterio dell'"eccezionalità" per cui si può prevedere la sospensione di idratazione e alimentazione, la linea seguita da Rutelli parla di impossibilità di inserire alimentazione e idratazione nelle dichiarazioni anticipate di trattamento (così come stabilisce il ddl della maggioranza), ma cerca al contempo una mediazione prevedendo che "l'ultima parla spetti al medico, a colui che ha l'autorità scientifica e morale. Non al giudice, né al sacerdote".

Ma attenzione a dire che Rutelli stia strizzando l'occhio alla maggioranza o stia lavorando per disgregare il proprio partito: "Queste sono strumentalizzazioni inaccettabili" dice il senatore che non si batte "per avvicinare un pezzo del partito al un altro", ma "per modificare una legge importante" che spera "venga approvata da una larga maggioranza", anche se questo sarà difficile "se non si abbandona lo scontro frontale in atto, che è sbagliato". Secondo l'esponente democratico il Pd deve garantire che, "se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esprimere. Si è detto che tutte le posizioni hanno pari dignità". In caso contrario "c'è 'dispari' dignità, ma questo non può essere". Basta con il convincimento che "ogni volta che esprimo un parere 'strappo', 'mi smarco', 'divido'". Quanto ai rapporti con il neosegretario Dario Franceschini aggiunge: "Franceschini ha detto che è fuori discussione la libertà di coscienza e io la sto esercitando. Ne abbiamo parlato per mesi e sono chiarissime le nostre posizioni. Ieri, facendo il mio dovere di parlamentare, ho presentato in commissione in Senato i miei emendamenti e, confesso, non mi aspettavo questo casino".

Quello di oggi non è che l'ennesimo caso di "distorsione" che Rutelli segnala provenire dall'Unità, e per questo ha deciso "di alzare la voce" e dire stop a questo "inaccettabile falso". E ce ne è anche per "Il Manifesto", che oggi lo indica a tutta pagina come "Esecutore testamentario". Non solo. L'"incavolatura" si allarga anche alla maggioranza cui Rutelli ha detto e torna a dire: "Lasciate liberi i banchi del governo" in Aula. Rutelli parla pensando "ad alcuni errori del passato" quando temi come la fecondazione assistita o i Dico sono diventati "materia del governo", mentre erano "materia parlamentare". Come il testamento biologico per cui "bisogna uscire dai blocchi contrapposti fra maggioranza e opposizione o fra governo e opposizione".

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