Russia, Medvedev contro Putin
Fa discutere in Russia quello che viene visto come il programma elettorale 'fantasma' del presidente Dmitri Medvedev in vista delle presidenziali del 2012: si tratta del rapporto, preparato da un think tank vicino al Cremlino, e che attacca tutti i punti chiave della politica del premier Vladimir Putin. Autore del documento è l'Istituto per lo sviluppo contemporaneo. Il direttore Igor Yurgens, medvedeviano convinto, ha chiarito che lo studio non è stato commissionato dal presidente, ma che spera potrà essergli di aiuto nell'ottenere un secondo mandato. In "120 passi" il rapporto - pubblicato oggi sul sito dell'Istituto - individua in un "reset dei valori democratici" la ricetta per evitare in Russia un collasso economico e la disintegrazione dello Stato. L'idea è la stessa su cui sta battendo in questi giorni lo stesso Medvedev e che per molti costituirà la base della sua campagna elettorale. Intitolato "Alla scoperta del futuro. Strategia 2012", il rapporto chiede vaste riforme economiche, sociali e delle infrastrutture nel quadro della spinta modernizzatrice impressa al Paese dal capo del Cremlino fin da inizio mandato.
Medvedev e il suo predecessore Vladimir Putin hanno sempre detto che decideranno insieme chi tra i due correrà il prossimo anno, senza escludere la possibilità di un terzo uomo, quello che la stampa russa chiama "Mr X". Al momento tutti gli scenari sono realistici e per questo gli analisti sono attenti a leggere ogni evento nell'ottica della candidatura presidenziale. Tanto più il rapporto dell'Istituto per lo sviluppo contemporaneo che contiene un vero attacco al cuore della cosiddetta "verticale del potere", su cui Putin ha costruito la sua forza in dieci anni. Il documento del think tank medvediano critica il controllo statale su magistratura e mass media, chiede seggi uninominali per le elezioni parlamentari e il ripristino delle elezioni per i governatori regionali, abolite proprio da Putin dopo l'attentato di Beslan. Il think tank mette in luce l'urgenza di ridurre la presenza statale nell'economia, altro punto forte del putinismo. Ed esorta a facilitare le regole per gli investitori stranieri, cavallo di battaglia di Medvedev e del ministro delle Finanze Alexei Kudrin.
Secondo Stanislav Belkovsky, analista politico indipendente, il rapporto è un passo avanti nella lotta per la candidatura 2012 ed è evidentemente a sostegno di un secondo mandato di Medvedev.
Allo stesso tempo l'analista si dice scettico sulla possibilità che, una volta eletto, Medvedev sia veramente intenzionato ad attuare riforme strutturali: "Lui e Putin lavorano per mantenere lo status quo, penso che potrebbe intraprendere vere riforme solo se messo sotto forte pressione dalla popolazione".



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