Russia, in 100 mila in piazza contro Putin

Sabato, 4 febbraio 2012 - 16:20:00

L'opposizione russa ha battuto il temuto 'generale inverno' ed e' riuscita a portare in piazza a Mosca almeno 120.000 persone (secondo stime di media e organizzatori, 40.000 secondo la polizia) nella quarta grande manifestazione che ha chiesto a gran voce una "Russia senza Putin". Mentre il variegato movimento che si riunisce sotto lo slogan "per elezioni oneste' sfilava coi suoi palloncini bianchi, da piazza Kaluzhkaja a piazza Balotnaja - di fronte al Cremlino - in zona Poklonnaja si e' svolta la contro-manifestazione filo-governativa. Organizzata dai Patrioti di Russia, ufficialmente l'evento e' stato indetto contro il pericolo di una 'rivoluzione arancione' sul modello di quella ucraina filo-occidentale del 2004.

A farla da padrone, i tricolori nazionali bianco-rossi-blu e slogan come "Chi se non Putin?", a ribadire la tesi con dello stesso premier e potenziale nuovo presidente, per cui un futuro senza di lui rischia di riportare la Russia al caos degli anni '90. La battaglia dei numeri sulle due piazze della protesta e' gia' iniziata con la polizia che parla di 138.000 manifestanti filo-governativi (20.000 per fonti indipendenti) e non oltre 40.000 per i sostenitori della cosiddetta 'rivoluzione della neve', la quale per la prima volta in 12 anni sta mettendo a dura prova l'autorita' di Putin, candidato favorito alle presidenziali del prossimo 4 marzo. Al di la' dei numeri, si e' trattato di un successo per il neonato movimento anti-Putin, formatosi sulla scia dell'indignazione popolare per le numerose denunce di brogli alle legislative del 4 dicembre a favore del partito di governo Russia Unita.

L'appuntamento di oggi era visto dagli analisti come un test per provare la forza di questa nuova opposizione, dopo le tre grandi proteste di dicembre, che avevano raccolto in tutto circa 100.000 persone nelle piu' vaste contestazioni degli ultimi 15 anni. Studenti, famiglie, intellettuali, blogger, attivisti per i diritti umani, politici liberali, nazionalisti e comunisti si sono di nuovo riuniti per "in difesa del futuro della Russia", ha spiegato dal palco Victor Yavlinski, leader del partito Yabloko e grande escluso dalle presidenziali del mese prossimo. In mezzo al corteo, che si e' svolto pacifico e senza l'intervento della polizia, il bersaglio principale e' stato di nuovo Putin, la cui vittoria al primo turno il mese prossimo appare sempre meno scontata: molte le caricature ispirate al premier, cartelli come "Abbasso il freddo, abbasso Putin", inviti a una primavere araba in terra slava con "Mubarak, Gheddafi, Putin" e voci che urlavano "Putin dimettiti", "Putin vergogna". L'opposizione ha ribadito le sue richieste al Cremlino: la liberazione dei detenuti politici tra cui Mikhail Khodorkovsky; la cancellazione delle ultime elezioni legislative, macchiate da denunce di brogli; le dimissioni del capo della Commissione elettorale, Vladimir Churov; riforme del sistema politico entro la primavera e subito dopo, nuove elezioni parlamentari e presidenziali prima della scadenza del mandato.

Se le domande non verranno ascoltate, hanno annunciato dal palco dove si sono esibiti anche cantanti come il celebre Victor Shevchuk dei DDT, si tornera' in piazza il 26 febbraio. Un totale flop, invece, la manifestazione voluta dall'imprenditore Borovoi che in viale Sakharov voleva portare quella parte dell'opposizione non favorevole a sfilare con nazionalisti e comunisti: le cifre ufficiali parlano di meno di 300 persone. Cortei "Per elezioni oneste" si sono svolti anche a San Pietroburgo (30.000 persone) e in altre 90 sparse tra Russia e i quattro continenti. A Novosibirsk, alcuni manifestanti hanno costruito una lapide di neve con le foto di Putin, Medvedev e Churov, su cui i bambini depositano fiori. "Siamo arrivati a un punto di non ritorno - ha detto uno dei dimostranti - la gente ha smesso di aver paura e ha capito la sua forza". Negli sgoccioli della sua campagna elettorale, Putin - finora piuttosto indifferente alle contestazioni - non potra' non tenerne conto.



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