Rotondi ad Affari: se implodiamo è colpa nostra
"Apprezzo le dimissioni di Brancher. Che si è fatto carico di un problema che non era la sua persona ma incomprensioni profonde nel Pdl. E i problemi c'erano prima e restano ora". Il ministro Rotondi sceglie Affaritaliani.it per parlare delle divisioni all'interno del partito.
In un'intervista ad Affaritaliani.it Italo Bocchino dice "non ce ne andremo e nessuna ci caccerà dal Pdl".
"Non li vogliamo cacciare. Vogliamo solo che tutti i parlamentari dal Pdl si attengano alle decisioni che democraticamente il partito prende. Se avessimo deciso di andare alla conta non avremmo potuto accettare l'idea che nostri parlamentari votassero insieme all'opposizione".
L'altro tema caldo resta il ddl intercettazioni.
"Siamo in una fase dove è ancora possibile raggiungere un'intesa".
Quindi nessun rischio per il governo?
"Nessuno può desiderare il ritorno della sinistra per l'implosione del Pdl. E se così fosse non sarebbe perché gli altri vincono ma perché noi non ci siamo più".
Le contraddizioni nel Pdl si potranno sanare?
"Spero di sì. Il Pdl ha una linea condivisa dai maggiori esponenti del partito ed è di far quadrato attorno alla leadership di Berlusconi. L'obiettivo è completare il programma a cominciare dalle intercettazioni che non sono un capriccio".
Quando la nomina del ministro dello Sviluppo Economico?
"Il ministro c'è ed è un imprenditore di successo di nome Berlusconi. Una battuta, all'Industria per ora sono concesse le vacanze...".
Berlusconi non rischia di rimanere schiacciato tra la Lega e Fini?
"No. Non esistono i finiani, esiste il Pdl di cui Fini è un fondatore. Ma nel Pdl le decisioni si prendono a maggioranza e poi ci si attiene".



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