Ronchi: "Non sono un traditore"

Lunedì, 11 luglio 2011 - 09:11:00


"Quella di oggi e' una giornata particolare, sono una persona sensibile ed e' stata una cosa forte'. Il giorno dopo avere chiuso con la storia di una vita, il sodalizio politico con Fini, Andrea Ronchi prova a mettere da parte i sentimenti e guardare avanti. All'avventura iniziata con la creazione - insieme ad Adolfo Urso - di 'Fare Italia per la costituente Popolare', soggetto che guarda al progetto di Alfano di creare un Ppe italiano. Anche se la voce tradisce tristezza (e qualcosa di piu') per lo strappo con Fli, ci tiene a sottolineare: 'Non sono un traditore', e' il partito che ha sbagliato. Rancori con gli ex compagni di viaggio ce ne sono, con Fini no. Lui ha capito la scelta, e' quanto dice tra le righe Ronchi. Berlusconi ha detto che i due ministeri che avete lasciato sono rimasti liberi in attesa del vostro ritorno. Accetterete quei posti? 'Non ho sentito Berlusconi e la mia scelta non e' dettata dai posti ma dalla convinzione che si debba ricreare un centrodestra solidale, aperto, riformatore e riformista. Ho fiducia in Alfano e penso ci siano le condizioni per mettere in moto un meccanismo per la nascita di un partito moderato, anticomunista e antiradicale'. Eppure dal Fli vi accusano di andare solo a caccia di poltrone.

'Mi sono dimesso da ministro senza chiedere nulla in cambio perche' credevo in un progetto politico e per grande affetto. Lo rifarei. Solo chi mi conosce, e lei capisce a chi mi riferisco, sa di cosa parlo'. Vi danno dei traditori. Dicono che senza Fini non sarebbe mai diventato ministro. 'Non sono un traditore perche' ho sempre detto quello che pensavo, cioe' che dovevamo rimanere nell'ambito del centrodestra e non in modo surrettizio, come successo nei ballottaggi, aiutare da Cagliari a Milano i candidati di estrema sinistra. Ho la coscienza a posto mi auguro che altri la abbiano'. Ritornerete nel Pdl o resterete nel gruppo misto? 'No, non rientreremo. Abbiamo fatto una scelta dolorosa ma convinta: vogliamo riaffermare il bipolarismo costruendo un contenitore ispirato ai valori richiamati dal popolarismo europeo'. Perche' non avete lavorato a questo processo restando nel Fli? 'Eravamo nati per fare la terza gamba della maggioranza e invece siamo finiti ad appoggiare Pisapia e De Magistris. Ripenso ai giorni del '93 quando con Rebecchini, Daniela Memmo e pochi altri coraggiosi seguimmo Fini nell'avventura di sindaco di Roma. Vorrei tornare a quelle ore'. Nel Pdl c'e' un dibattito sulle primarie. Voi le volete? 'Penso che le primarie siano fondamentali. Per il dopo Berlusconi non serve un'investitura dall'alto ma una spinta dal basso'. Alla Camera voterete con il Pdl? 'Siamo autonomi dal Pdl ma siamo nell'ambito del centrodestra e valuteremo tutte iniziative utili al Paese'. Chiederete emendamenti alla manovra? 'Ci stiamo pensando, di certo contribuiremo al dibattito parlamentare. Certo serve quella stabilita' che non si fa con i proclami di Casini e Bersani ma lavorando in Parlamento per coniugare rigore e sviluppo'".

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