A Roma i funerali del caporal maggiore Marchini

Giovedì, 14 luglio 2011 - 15:40:00


E' atterrato in mattinata all'aeroporto di Ciampino il C130 dell'Aeronautica militare che ha riportato in Italia la salma del caporal maggiore Roberto Marchini, ucciso dall'esplosione di un ordigno in Afghanistan, 28anni, originario di Caprarola in provincia di Viterbo. Oltre al papa' Francesco, alla mamma Pina e alla sorella, Elisa, ad accogliere la salma di Roberto Marchini, geniere-paracadutista dell'VIII Reggimento genio guastatori di Legnago, c'erano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, il vice presidente della Corte Costituzionale Paolo Maddalena. Per le forze armate, tra gli altri, il capo di stato maggiore della Difesa Biagio Abrate e il capo di stato maggiore dell'Esercito, generale di corpo d'armata Giuseppe Valotto.



LE IMMAGINI

 

I FUNERALI: MONS. PELVI, ROBERTO MILITARE PER DEDICARSI AI DEBOLI - "Aveva scelto la professione militare per dedicarsi ai piu' deboli, a coloro che non hanno nessun valore agli occhi del mondo, coloro che non valgono niente, che non sono niente, o molto semplicemente coloro che, agli occhi degli altri, non esistono nessuno". Cosi' mons. Vincenzo Pelvi, descrive il caporal maggiore Roberto Marchini morto in Afghanistan a 28 anni mentre tentava di sminare un ordigno. "Roberto amava quella terra - ha detto mons. Pelvi - e vi vedeva l'aurora della speranza di un nuovo giorno. A Kabul, confidava agli amici si rimane senza fiato quando attraversando il territorio con la divisa militare suscito ovunque simpatia".

MONS.PELVI, NO POLITICA DI INTERESSE A BREVE TERMINE - "Non possiamo praticare una politica basata sull'interesse a breve termine, solo una motivazione di carattere etico, cioe' la consapevolezza di appartenere all'umanita' in quanto tale, puo' consolidare l'interesse a lungo termine dell'umanita' , che richiede l'elaborazione di un'economia mondiale dei bisogni". E' quanto ha detto mons. Vincenzo Pelvi, ordinario militare d'Italia nel corso dell'omelia per i funerali di Stato del caporal maggiore della Folgore Roberto Marchini morto in Afghanistan mentre tentava di sminare un ordigno. "L'Italia - ha continuato mons. Pelvi - continua a fare la sua parte per promuovere stabilita', disarmo, sviluppo e sostenere ovunque la causa dei diritti umani. Il protagonismo che si chiede al nostro Paese e' complesso e lungimirante ed e' quello di chi si offre come interlocutore attivo per la ricostruzione di economie deboli, per il riconoscimento e il sostegno di regimi pluralisti, per assetti internazionali piu' giusti e aperti ai nuovi popoli". "Occorre - ha sottolineato Mons. Vincenzo Pelvi - proteggere l'orizzonte dell'umanita', denunciare coraggiosamente cio' che ostacola l'unita' della famiglia umana, svelare pubblicamente il meccanismo degli squilibri, mostrare come le istituzioni internazionali siano l'unica possibilita' per uscire dalla logica chiusa delle Nazioni".
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