Iran/ "Cade il governo". E il regime blocca internet

Giovedì, 11 febbraio 2010 - 08:30:00


Il governo di Londra ad Affari: MAI guerra all'Iran

Paniccia ad Affari: "Contro l'Iran una guerra terrificante"

Condanne a morte, repressione e sfide all'Occidente. Teheran si prepara, con il fiato sospeso, per festeggiare l'anniversario della Rivoluzione islamica del 1979. E la prima mossa è bloccare la rete. Google conferma che il regime iraniano ha staccato la spina al suo servizio di posta elettronica GMail. La società di Mountain View, che già è ai ferri corti con il governo cinese, ha fatto sapere che molti utenti iraniani stanno incontrando problemi a usare GMail. La notizia del blocco era stata data in serata dal Wall Street Journal, secondo cui
Teheran avrebbe lanciato a breve un sistema di e-mail nazionale.

"OGGI CADE IL GOVERNO". "Sarà una giornata di paura. Se deve succedere qualcosa è il giorno giusto", rivela ad Affaritaliani.it Ebrahim Karimi, studente iraniano residente in Italia. Che non nasconde qualche perplessità sull'attacco alla nostra ambasciata: "Le parole del premier Berlusconi ('è nostro dovere sostenere e aiutare l'opposizione') sono state solo una scusa. E poi le manifestazioni in Iran sono proibite, è necessaria un'autorizzazione. L'attacco è stato premeditato, preparato da una regia occulta. E la dimostrazione è che c'erano degli operatori che riprendevano tutto. Come si fa in pochi minuti ad avvisare la televisione iraniana?".


Proteste in Iran
LE IMMAGINI

Intanto è partito il tam tam in rete dell'Onda Verde, i giovani iraniani vicini ai leader dell'opposizione Mehdi Karrubi e Mir Hossein Mussavi, che sono scesi in piazza per protestare contro la vittoria di Ahmadinejad alle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009. Karrubi ha fatto appello ai suoi sostenitori perché tornino in piazza. Nelle manifestazioni ufficiali per l'anniversario della rivoluzione, li ha invitati a fare sentire la loro voce evitando la violenza. "Fate attenzione - ha esortato - che gli stranieri non si infiltrino nelle vostre file e possano minare i vostri valori religiosi, morali e nazionali", ha avvertito l'ex presidente del Parlamento. E il rischio c'è, come spiega Ebrahim Karimi: "E' una manifestazione importante quella di domani e ci saranno degli infiltrati, ma quest'anno ci sarà l'Onda Verde che si farà sentire di più. Ci sono alcuni che dicono che domani cade il governo. E' il sogno di molti di noi", spiega. 

I giovani dissidenti rischiano però l'arresto e in alcuni casi anche la condanna a morte. Come già accaduto lo scorso 27 dicembre. Il Tribunale islamico rivoluzionario ha comminato una condanna a morte e pene da scontare in carcere per altri otto oppositori. Gli imputati erano stati accusati di aver agito da "mohareb", ovvero "nemici di Dio", e di aver minacciato la sicurezza nazionale e l'ordine islamico. La tv di Stato iraniana informa anche che una corte d'appello ha confermato il carcere per altri 35 manifestanti.

In totale sono 12 le persone condannate alla pena capitale per il loro coinvolgimento nelle proteste di piazza seguite alla rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad. Il capo della polizia iraniana ha avvertito che saranno impedite manifestazioni di protesta nel 31.mo anniversario della rivoluzione. Ahmadi-Moqaddam ha aggiunto che alcune persone che cercavano di organizzare raduni di protesta sono già state arrestate.

Il giorno dopo le pietre contro le ambasciate europee, Roma "chiede garanzie di sicurezza assoluta per il personale dell'ambasciata italiana" a Teheran. Giovedì, ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, la sede diplomatica resterà aperta. Le autorità iraniane evitino il ricorso "alla violenza e alla forza nelle piazze", ha aggiunto Frattini, che si è detto "preoccupato" che "le manifestazioni possano degenerare". "Facciamo l'ennesimo appello alle autorità iraniane -ha sottolineato- perchè evitino qualsiasi ricorso alla violenza contro manifestanti pacifici".

Amnesty International ha chiesto che sia garantito il diritto di manifestare pacificamente a Teheran, alla vigilia delle proteste organizzate dall'opposizione in contemporanea con le cerimonie per l'anniversario della Rivoluzione Islamica. Amnesty, si legge in una nota, prenderà parte alle manifestazioni indette per domenica a Roma e Milano. "Non credo sia interesse dell'Iran farsi scappare di mano la situazione -ha spiegato il ministro- certamente tutti dobbiamo avere i nervi saldi. Abbiamo detto anche qui in Italia -ha aggiunto il titolare della Farnesina- che non apprezziamo e non incoraggiamo nessun tipo di manifestazione contro l'Iran nelle piazze italiane". Frattini ha ribadito che l'Italia non vuole "un'escalation delle violenze ma -ha precisato- non vogliamo che l'Iran violi i diritti umani elementari". Quanto alle sanzioni contro l'Iran per il contenzioso sul nucleare, il capo della Farnesina ha affermato: "E' arrivata l'ora". Anche la Russia è d'accordo, "le sanzioni sono più opportune", ha detto il viceministro degli esteri Sergei Ryabkov, aggiungendo che li Paesi occidentali stanno cercando di fare pressione su Mosca affinché li sostenga nell'inasprimento delle sanzioni a Teheran.  In questa situazione - ha aggiunto Ryabkov - la questione delle sanzioni, di una nuova risoluzione per nuove sanzioni, è diventata più realistica". Il viceministro ha comunque aggiunto che a modo di vedere di Mosca "le sanzioni non risolvono il problema".

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