Il socialismo è rinato. In Sud America. Ma Marx e il Che sono morti e sepolti
| America Latina/ Il Brasile detta il passo in Sudamerica |
L’ha detto anche Chomsky all'Università di El Salvador: in America Latina “i tempi stanno cambiando”! Una rivoluzione è in corso ma non è quella marxista-leninista che vorrebbero tanto i nostalgici europei del Che e di Fidel. Certo, il Sudamerica è l’unico posto al mondo dove qualcuno prova ancora a riesumare repubbliche socialiste alla cubana sotto il sole dei Caraibi. Capofila di quelli che a tutti i costi vogliono tentare l’esperimento è il Venezuela di Chàvez che ha deciso di aprire un conflitto permanente con il capitalismo e con la democrazia parlamentare in stile occidentale. Il machissimo idolo delle folle e delle donne (a suo dire) c’era quasi riuscito a vincere la guerra ideologica con il suo referendum per rendere praticamente a vita la (sua) carica di presidente trasformando il Venezuela in una dittatura personal-marxista alla cubana. Ma proprio quelli che avrebbero dovuto appoggiarlo – militari e studenti – gli si sono rivoltati contro apprezzando pure le sue iniziative ma non l’idea di averlo tra i piedi tutta la vita.
![]() Lula, Chàvez, Correa, Morales |
A prendere il testimone della rivoluzione quasi socialista ci ha pensato la Bolivia. Il presidente e mangiatore di coca Evo Morales ha fatto approvare con referendum una nuova Costituzione che restituisce potere agli indigeni contro gli eredi del colonialismo spagnolo che continuano a costituire la classe dominante e borghese del paese. Ma soprattutto ha nazionalizzato le risorse energetiche del sottosuolo provocando la reazione delle aree più ricche della Bolivia che hanno indetto un referendum per iniziare le “pratiche” per la secessione da La Paz. Lo scontro è ancora in corso ma Marx non è dietro l’angolo. Anche l’Ecuador del neo eletto Rafael Correa ha imboccato la strada del quasi socialismo facendo approvare a stragrande maggioranza il referendum popolare per la nuova Costituzione.



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