Dopo l'Egitto la rivolta tocca l'Iran

Lunedì, 14 febbraio 2011 - 19:01:00

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Dozzine di manifestanti iraniani appartenenti all'opposizione sarebbero stati oggi arrestati e, forse, ci sarebbe anche un morto. Lo rendono noto i siti web dell'opposizione. Il sito di Mirhossein Moussavi, Kaleme, riporta di violenti scontri con la polizia che avrebbe fatto uso di lacrimogeni e di pallottole di gomma per disperdere i dimostranti.

Secondo alcuni blog dell''Onda verde' ci sarebbe anche un morto mentre sul web corre anche la voce di 250 persone arrestate e di un fermo totale delle comunicazioni, Internet e telefonini. Scontri e arresti anche a Isfahan nell'Iran centrale. Secondo testimoni oculari si parla solo a Teheran di 12mila persone scese in piazza che gridavano "Morte al dittatore" dopo ore di marcia in silenzio e senza slogan.

EGITTO: DALL'IRAN ALLA LIBIA, L'ONDA LUNGA DELLE RIVOLTE
Dall'Iran all'Algeria, dal Bahrein alla Libia, la lunga onda della rivoluzione continua a scuotere nord Africa e Medioriente, dopo la caduta del rais tunisino, Ben Ali, e di quello egiziano, Hosni Mubarak. Ecco i Paesi interessati da proteste e quelli potenzialmente piu' a rischio: - ALGERIA: dopo la marcia di 2 mila persone due giorni fa in piazza Primo maggio contro il presidente Abdelaziz Bouteflika, le opposizioni hanno convocato una nuova grande manifestazione per sabato prossimo. Gli Usa hanno esortato il governo algerino a mostrare "moderazione" verso i dimostranti mentre il ministro degli Esteri, Mourad Medelci, ha assicurato che entro pochi giorni verra' revocato lo stato di emergenza. - BAHREIN: In occasione del 'Giorno della rabbia', indetto per oggi, sono scoppiati disordini tra la polizia e manifestanti in diversi villaggi, tra cui quello di Nuwaidrat. Violenti scontri sono avvenuti anche nella capitale, Manama, dove gli agenti hanno utilizzato gas lacrimogeni e pallottole di gomma per disperdere la folla. Almeno 14 dimostranti sono rimasti feriti. - EGITTO: dopo le dimissioni di Mubarak, piazza Tahrir e' divenuta l'epicentro delle proteste per i salari. Centinaia di agenti sono scesi oggi in piazza al Cairo per chiedere aumenti di stipendio. Ad essi si sono uniti dipendenti delle banche, dei trasporti e del turismo. - IRAN: le opposizioni hanno organizzato per oggi una marcia non autorizzata a sostegno delle rivolte egiziana e tunisina: il corteo - la prima manifestazione dal dicembre 2009 - si e' snodato dapprima silenzioso verso piazza Haft-e Tir e sul grande viale Enghelab. Poco piu' tardi, tuttavia, quando la folla ha cominciato a intonare "morte al dittatore", sono scoppiati violenti scontri con le forze dell'ordine. La polizia ha sparato lacrimogeni e circondato le abitazioni dei leader dell'opposizione, Moussawi e Karroubi. Si parla di "numerosi arresti". Manifestazioni sono avvenute anche Isfahan e Shiraz. - IRAQ: mentre la capitale irachena si appresta ad ospitare il summit della Lega araba previsto per il 29 marzo, il Paese continua ad essere attraversato, da Baghdad a Karbala, da Diwaniyah a Bassora, da numerose manifestazioni di protesta contro la poverta', la corruzione e la mancanza di servizi. Oggi centinaia di attivisti, ribattezzatisi "Giovani del 14 febbraio", sono scesi in piazza a Baghdad chiedendo le dimissioni del segretario cittadino, Sabir Al-Assawi. Il leader radicale sciita, Moqtada al-Sadr, ha invitato alla rivolta "pacifica" contro gli occupanti americani.

GIORDANIA: messo sotto pressione dai manifestanti, re Abdallah all'inizio del mese aveva azzerato il governo, silurando il primo ministro Samir Rifai. Le tensioni, tuttavia, non si sono placate. A gettar acqua sul fuoco e' arrivata la lettera firmata da esponenti di 26 tribu' in cui si accusava la regina Rania di speculazioni e corruzione: notizie definite "false e diffamatorie" dal regno hashemita. Come se non bastasse, durante un sit-in organizzato oggi dai sindacati, il ministro della Giustizia, Hussein Mujalli, si e' unito ai manifestanti, definendo un "eroe" un soldato giordano condannato all'ergastolo per aver ucciso nel 1997 sette studentesse israeliane. - LIBIA: diverse centinaia di attivisti hanno convocato su internet una grande manifestazione - ribattezzata il "giorno della rabbia" - che si svolgera' il 17 febbraio. Venerdi' scorso i Comitati rivoluzionari libici (di fatto il partito unico del paese) avevano inneggiato al popolo egiziano per la destituzione di Mubarak. Il leader Muammar Gheddafi alla tv di stato ha rivolto un appello ai paesi musulmani ad unire le proprie forze contro i poteri occidentali. - MAROCCO: un ex militare si e' dato fuoco ed e' morto a Benguerir, a 70 chilometri da Marrakesh. All'origine del gesto i problemi economici che lo assillavano dopo l'espulsione dall'esercito. Intanto, il premier, Abbas El Fassi, si e' incontrato oggi con le opposizioni per discutere di riforme e delle prossime elezioni parlamentari. - TERRITORI PALESTINESI: l'onda lunga delle rivolte lambisce anche i Territori, dove il presidente Abu Mazen ha incaricato oggi il premier uscente, Salam Fayyad, di formare un nuovo governo. Il leader dell'Anp ha provato cosi' a lanciare un segnale di discontinuita' dopo le polemiche seguite alla diffusione dei Palestinian Papers, da cui era emersa un'eccessiva arrendevolezza dell'Anp verso gli israeliani e che avevano provocato le dimissioni del capo negoziatore Saeb Erekat. - TUNISIA: dopo la deposizione di Ben Ali, il nuovo esecutivo ha registrato la defezione di numerosi ministri. Inoltre migliaia di tunisini hanno abbandonato il Paese su barconi di fortuna diretti verso le coste italiane. - YEMEN: dopo le proteste delle ultime settimane, nuovi scontri si sono verificati oggi a Sanaa. Piu' di tremila persone sono scese in piazza nella capitale, chiedendo le dimissioni del presidente Ali Abu Saleh, da 32 anni al potere. Manifestazioni sono scoppiate anche a Taiz. Il bilancio delle proteste e' di almeno 17 feriti.

CLINTON, GLI USA APPOGGIANO ASPIRAZIONI OPPOSIZIONE - A differenza della prudenza con cui gli Usa accolsero le proteste dell'Onda Verde nell'estate del 2009 stavolta Washington esprime il suo sostegno alle "aspirazioni" dell'opposizione iraniana e hanno intimato a Teheran di non ricorrere alla violenza contro i manifestanti. Lo ha dichiarato Hillary Clinton che ha esortato il regime degli ayatollah ad "sbloccare" il suo sistema politico. Oggi l'opposizione hanno sfidato il divieto di manifestare e in migliaia sono scesi in piazza. Le forze di sicurezza sono intervenute in forze effettuando decine di arresti.

OPPOSIZIONE, FORSE ANCHE UN MORTO; DOZZINE DI ARRESTI -  Dozzine di manifestanti iraniani appartenenti all'opposizione sarebbero stati oggi arrestati e, forse, ci sarebbe anche un morto. Lo rendono noto i siti web dell'opposizione. Il sito di Mirhossein Moussavi, Kaleme, riporta di violenti scontri con la polizia che avrebbe fatto uso di lacrimogeni e di pallottole di gomma per disperdere i dimostranti. Secondo alcuni blog dell''Onda verde' ci sarebbe anche un morto mentre sul web corre anche la voce di 250 persone arrestate e di un fermo totale delle comunicazioni, Internet e telefonini. Scontri e arresti anche a Isfahan nell'Iran centrale. Secondo testimoni oculari si parla solo a Teheran di 12mila persone scese in piazza che gridavano "Morte al dittatore" dopo ore di marcia in silenzio e senza slogan.

USA SU TWITTER, "CONSENTA MANIFESTAZIONI COME AL CAIRO" - Consapevole dello "storico ruolo" svolto fin qui dai social network nelle proteste, il Dipartimento di Stato Usa ha cominciato a inviare messaggi su Twitter agli iraniani. Il flusso e' cominciato domenica, quando gli Usa hanno accusato il regime di Teheran di ipocrisia perche', mentre a parole ha appoggiato le rivolte anti-governative in Egitto, ha poi cercato di soffocare le manifestazioni organizzate in Iran a sostegno delle rivolte popolari che stanno dilagando in tutto il Medio Oriente. L'ultimo 'tweet', in ordine di tempo, quello odierno, mentre da Teheran arrivavano le prime notizie degli scontri tra forze dell'ordine e manifestanti: sull'account, USAdarFarsi, Washington ha invitato Teheran a permettere "alle persone che godono degli stessi diritti universali di riunirsi pacificamente e di manifestare come al Cairo".

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