Rischio secessione, i professori non bastano

Lunedì, 19 dicembre 2011 - 18:26:37

Di Giuseppe Morello

Non bastano gli appelli, non basta il centocinquantesimo anniversario e la colonna sonora di Mameli, se salta il patto fiscale che tiene unito un paese. E quello italiano sembra saltato e rischia di portarci dritti alla rottura, e per la prima volta forse la minaccia di secessione si fa concreta.

La Lega, come raccontiamo in esclusiva su Affari Italiani.it, invita all'obiezione sull'Imu. Siamo alla rivolta fiscale, alla disobbedienza della periferia contro il centro, il tutto cavalcando il malcontento diffuso per la manovra del governo. Stando ai sondaggi, Mario Monti non sembra aver conquistato gli italiani, mentre la Lega guadagna incredibilmente voti incassando la rabbia per una crisi che sembra senza uscita e una finanziaria che colpisce duro.

Non basta, evidentemente, mettere professori autorevoli a guidare il Paese, tanto che molti elettori sono disposti a concedere credito alla Lega che un po' demagogicamente li blandisce, fino a dimenticare le responsabilità che il  Carroccio ha accumulato negli ultimi tre anni di governo. Contraddizioni, come quella di un Maroni che fino a ieri occupava il ministero che più di tutti incarna l'unità nazionale e oggi non ha nulla da obiettare alle proposte "eversive" del suo partito.

L'Italia rimane unita non se mettiamo un tricolore su ogni balcone, ma se saremo in grado di riscrivere il patto che fino ad oggi ha tenuto insieme nord e sud, se chi produce e lavora, al nord come al sud, non avrà l'impressione di avere di fronte non lo Stato ma uno strozzino. Il problema non è l'Imu, una tassa che praticamente esiste in tutti i paesi, ma la pressione fiscale complessiva, i servizi, la burocrazia, la lentezza della giustizia, la crescita dei redditi.

Monti ha fatto una manovra che fa felici banche, Bce e Ue, che tranquillizza la Merkel e Sarkozy, ma non basta. Andavano tranquillizzati anche gli italiani. Questa insanabile divaricazione di interlocutori non porta a nulla di buono e ingrassa la Lega, perché nei momenti di crisi, quando i soldi cominciano a scarseggiare scompare la razionalità, la lungimiranza, il bene futuro posticipato a chissà quando, e i mercati, e i Bot, e i vincoli europei. Resta solo la rabbia cieca, che di questi tempi potrebbe portare a esiti imprevedibili.

giuseppe.morello@affaritaliani.it



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