Riforme/ Bersani: dialogo parola malata, confronto in Parlamento

Lunedì, 21 dicembre 2009 - 14:14:00


Bersani
Pierluigi Bersani
"Confesso che la parola dialogo non mi piace, è malata e non ci fa capire, tanto meno mi piace inciucio, ovviamente. Preferisco parole come confronto, accordo, disaccordo, nella trasparenza e nella chiarezza". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani torna, parlando con i giornalisti a margine di un incontro sul 'dopo-Copenhagen', sul tema delle riforme. "Il posto giusto è il Parlamento - ribadisce - e ormai dovrebbe essere chiaro che noi non solo ci stiamo a confrontarci sulle riforme, ma chiediamo che questo paese si dia le riforme".

"Aggiungo - scherza Bersani - che a Natale è giusto che giri un po' di zucchero, ma poi viene la Befana e se il Parlamento fosse invaso da leggi ad personam sarebbe obiettivamente difficile discutere. Questa è un'assunzione di responsabilità che governo e maggioranza devono prendersi, sapendo che noi siamo contro le leggi fatte per una persona sola e e siamo invece pronti a discutere di riforme istituzionali, costituzionali, Parlamento, funzioni del governo. Noi aggiungiamo una legge sui partiti. Ma fatemi dire, perché se ne parla poco, anche di riforme sociali. Per noi un bellissimo segnale di distensione sarebbe duiscutere insieme su una normativa sul mercato del lavoro dei giovani, così come per noi sarebbe interessantissimo mettere mano alla propspettiva del distema pensionistico per le nuove generazioni".

Noi - spiega Bersani - i paletti li abbiamo messi, quindi - sottolinea - non c'e' bisogno di diplomazie particolari, facciamo le cose alla luce del sole. C'e' - avverte - troppo 'sospettismo' in giro. Sospettismo che deriva dalle riforme mai avviate, da processi mai conclusi". Poi Bersani entra nel merito: "Per noi - spiega - il legittimo impedimento è una legge ad personam e quindi votiamo contro; anche il processo breve e' una legge ad personam, in quanto si tratta di una vera e propria amnistia per i colletti bianchi". E su una nuova Bicamerale chiude la porta: "Abbiamo il Parlamento e le commissioni".

"FIDARSI DI DI PIETRO? NON VADO DA PSICOLOGO". "Il confronto sulle riforme non e' una questione di fidarsi o non fidarsi, altrimenti non si andrebbe da nessuna parte, oppure si dovrebbe andare dallo psicologo o dal confessore". Bersani ha ricordato "che nel lontano 1979 Nilde Iotti invitava a superare il bicameralismo perfetto e ad avviare alcune riforme per evitare che si giungesse a forme di populismo. Se Iotti diceva queste cose nel 1979 - ha osservato Bersani - chi ha a cuore la democrazia rappresentativa dovrebbe battersi per difenderla, e quando si combatte lo si fa sulle idee". "A Di Pietro dico amichevolmente - ha detto ancora il segretario del Pd - che chi pensa che vadano meglio le cose se non cambia niente si dovrà ricredere".

D'ALEMA AL COPASIR. La candidatura di D'Alema al Copasir? Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, "è una questione di curriculum, e Massimo D'Alema il curriculum giusto ce l'ha".

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