Giustizia/ Rosy Bindi ad Affaritaliani.it: sì alla riforma condivisa per i cittadini
Rosy Bindi, probabile futuro presidente del Partito Democratico, sceglie Affaritaliani.it per commentare l'apertura di Silvio Berlusconi all'opposizione sulla riforma della Giustizia ('Se il Pd cambia disposti al dialogo'). "La nostra risposta è quella di sempre. Noi siamo disposti a un confronto se si vuole fare la riforma per i cittadini. Invece non c'è alcuna disponibilità a consumare vendette contro la Magistratura e a continuare a fare leggi ad personam". Riforme/ Credi possibile e utile un confronto tra maggioranza e opposizione? DI' LA TUA
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Riforme/ Berlusconi: per dialogare bisogna essere in due. Tutte le parole del premier
"Nessuno più di me è predisposto al dialogo. Ma per dialogare è necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell'avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso piu' volte al giorno, contro la mia persona. Se Bersani deciderà di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell'Italia, il più contento saro' io". Così Silvio Berlusconi risponde a Bruno Vespa che per il suo libro 'Donne di cuori' (in libreria dal 6 novembre) gli chiede se sarà possibile avviare con Pierluigi Bersani il dialogo che fu impossibile con Dario Franceschini. Bersani, obietta Vespa a Berlusconi, sostiene che lei ha ridotto al mutismo il Parlamento: "Se il nuovo segretario del Pd manifesta una disponibilità a trattare sulle materie piu' importanti - risponde il presidente del Consiglio - non ci sarà nessuna difficoltà ad aprire una discussione seria. Bersani dimentica che molti voti di fiducia si sono resi necessari per le pratiche ostruzionistiche dell'opposizione". Può essere la giustizia il primo banco di prova?, chiede ancora Vespa. "Magari!...". 
Berlusconi-Fini-Bossi
IL NODO VENETO. La concessione della presidente di due Regioni del Nord alla Lega non rischia di ridimensionare il peso nazionale del Pdl? "La questione è oggi ancora sul tavolo - risponde il presidente del Consiglio - ma se ciò dovesse accadere certamente no. L'alleanza con la Lega e' davvero solida. Non c'e' nessun problema nell'individuazione dei candidati alle elezioni regionali anche perche' presenteremo in ogni regione del Nord un ticket che indichera' un presidente del Pdl e un vice della Lega e viceversa. Nessun pericolo di sganciamento leghista, dunque. Tra me e Umberto Bossi c'e' un patto ormai consolidato fondato anche sull'amicizia e sull'affetto".
"Con Umberto Bossi ho sempre trovato accordi ragionevoli". Vespa ricorda a Berlusconi che quando in aprile i giornalisti gli chiesero a Vienna se avrebbe votato a favore del referendum che sposta il premio di maggioranza dalla coalizione alla lista, lui rispose di sì, nonostante la posizione della Lega fosse diversa. "Non ho motivo di cambiare opinione - risponde il presidente del Consiglio - Se il Popolo della Libertà fosse un'impresa e l'amministratore delegato votasse contro gli interessi della sua azienda dovrebbe dimettersi. Ma con la Lega, ripeto, non ci sono e non ci saranno elementi di contrasto".
ELEZIONI ANTICIPATE. Dopo la pronuncia della corte Costituzionale sia Fini che Bossi le sono stati solidali (salvo il distinguo di Fini sulle critiche al capo dello Stato). Berlusconi esclude quindi che qualcuno di loro abbia il retropensiero di una crisi e di un 'governo del presidente'? Lo chiede a Berlusconi Bruno Vespa. "Lo escludo nel modo più assoluto- replica il premier - Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un'ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate".
FINI. Al di là di visibili differenze caratteriali, il suo rapporto con Fini è quello di sempre?, chiede a Berlusconi Bruno Vespa. "Sì, certo - replica Berlusconi - Fini si è dimostrato un alleato leale e un politico lungimirante. A lui mi lega un solido rapporto di amicizia e di stima. Anche con i parlamentari che vengono da An il rapporto e' ottimo. E' naturale che la direzione del PdL e l'Ufficio di Presidenza discutano di proposte nuove non incluse nel nostro programma elettorale, come per esempio quella di concedere in anticipo la cittadinanza agli immigrati. Si discute, si vota e la decisione della maggioranza vincola la minoranza". Anche su temi etici? "Sui temi etici il partito assume certo una sua posizione, ma riconoscendo ai singoli parlamentari una piena liberta' di coscienza e di voto".
UDC. Pensa di poter fare con Casini un discorso strategico che riporti il suo partito nel centrodestra in maniera stabile? "L'Udc - ragiona Berlusconi -e' con noi nel Partito del Popolo Europeo, che e' la grande famiglia della liberta' e della democrazia in Europa. Negli altri paesi dell'Unione i partiti popolari non si alleano con la sinistra, non sono disponibili ad allearsi con una parte o con l'altra. Questo non e' casuale. E' la conseguenza del fatto che i nostri valori, i nostri programmi, la nostra economia sociale di mercato, sono concezioni alternative a quelle della sinistra. Questo avviene persino in Paesi nei quali esiste una sinistra socialdemocratica e riformista vera, a differenza di quella con cui abbiamo a che fare in Italia che ha cambiato piu' volte nome, dal Partito Comunista al Partito Democratico, ma non ha mai rinnegato le sue radici e non ha mai, sostanzialmente, cambiato la sua politica e il suo modo di condurre la lotta politica. Dunque - ne conclude il premier - la collocazione strategica dell'UdC non puo' che essere nel centro destra, e noi attendiamo fiduciosi che questo avvenga".
QUERELA A REPUBBLICA. Anche se ci sono precedenti da parte di presidenti del Consiglio di centrosinistra (Prodi e D'Alema) molti trovano inelegante che il capo del governo citi in giudizio i giornali. Berlusconi pensa di poter rinunciare alle azioni contro 'La Repubblica' e 'l'Unità'? Lo chiede al premier Bruno Vespa. "Ho il dovere di tutelare non la mia persona, ma l'istituzione che rappresento - risponde il presidente - e che mi è stata assegnata dal voto di milioni di italiani. Insultando me si insultano tutti loro, si insulta il loro voto, la loro volonta', la loro dignità. E non ho sporto querela. Mi sono rivolto, in modo direi quasi disarmato, ai giudici civili destinando da subito l'eventuale risarcimento del danno all'Istituto San Raffaele di Milano". Dica la verità, dice Vespa a Berlusconi, 'Il giornale' di Vittorio Feltri le dà più soddisfazioni o più problemi? Lui è un maestro, ma credo che lei avrebbe fatto volentieri a meno del caso Boffo: "Feltri e' un giornalista certamente di centro destra, che assume pero' le sue posizioni in assoluta autonomia. E che e' geloso di questa autonomia. Questo vale per il caso Boffo come per altri interventi del Giornale nel dibattito politico recente".



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