Riforme/ Violante (Pd) ad Affaritaliani.it: intervento costituzionale anche sulla Magistratura
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Il 2001 sarà l'anno delle riforme?
"Lo spero".
Il clima sembra positivo e le premesse per un confronto maggioranza-opposizione ci sono tutte...
"Il punto è che il processo riformatore deve essere separato dall'ordinaria quotidianità, perché altrimenti ci mettiamo nelle mani della prima dichiarazione avventata o del fatto che qualcuno si scagli contro qualcun'altro e così via. Bisogna avere l'intelligenza di separare il processo riformatore, nei suoi elementi indispensabili ed essenziali, dalla quotidianità".
Che cosa pensa dell'ipotesi di una costituente ad hoc?
"E' sbagliata storicamente, politicamente e costituzionalmente. L'assemblea costituente si fa quando crolla un regime perché c'è una guerra, come è accaduto in Italia e in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quando c'è un grandissimo trauma politico, insomma, come quando è morto Franco in Spagna. Altrimenti le riforme si fanno per via ordinaria".
I tempi quali possono essere?
"Diciamo seriamente come stanno le cose. A gennaio avremo due settimane di lavoro e poi si entrerà in campagna elettorale per le Regionali. E dubito che in pieno clima di campagna elettorale si possano affrontare specificamente i singoli temi. Credo che occorra un lavoro preparatorio che possa affrontare la Commissione Affari Costituzionali, tramite approfondimenti sui vari aspetti, per poi cominciare a lavorare subito dopo le elezioni regionali. In questo quadro ritengo ragionevole che entro il prossimo anno si possa approvare una riforma essenziale, sui punti fondamentali e senza mettere dentro tutto".
Quali sono i punti essenziali?
"Fine del bicameralismo perfetto, riduzione del numero dei parlamentari, maggiori poteri al premier e anche un intervento per un assetto costituzionale della Magistratura più coerente con il ruolo centrale che oggi ha nel sistema politico".
Anche la Giustizia quindi...
"Un intervento che riguardi l'assetto costituzionale della Magistratura. La quale, nel 1948, era alla periferia del sistema politico, oggi invece è al centro e quindi è importante che ci sia un assetto costituzionale che ovviamente salvaguardi l'indipendenza, e questo è fondamentale, ma coerente con il diverso ruolo e le diverse responsabilità che la Magistratura ha all'interno del sistema politico italiano".
Il Pd dialogherà in Parlamento su processo breve e legittimo impedimento?
"No. Quelle sono leggi sbagliate e noi ci opporremo".
DAL PDL OK A VIOLANTE - "Luciano Violante ha ragione, le costituenti sono strumenti di fine regime". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. "Nel nostro Paese, piuttosto - prosegue -, il processo di riforma nasce dall'esigenza di razionalizzare l'esistente: ciò che spontaneamente si è prodotto nel corpo sociale negli ultimi quindici anni. Soprattutto, si tratta di dare la prova che una reciproca legittimazione non duri lo spazio delle festività natalizie e sappia resistere a dichiarazioni avventate e persino al fisiologico conflitto indotto da elezioni importanti come quelle regionali. Da qui a marzo - conclude Quagliariello - c'è la possibilità di mettere alla prova le rispettive maturità e serietà d'intenti, compiendo gli approfondimenti necessari da mettere successivamente in campo nella sede naturale delle riforme, che è e resta quella delle Commissioni parlamentari".



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