Violante (Pd) ad Affaritaliani.it: "Riforma elettorale e costituzionale entro il 2013"

"L'importante è che si faccia quello che si può fare entro la fine della legislatura a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari e dalla legge elettorale. Entrambe le riforme si possono fare visto che una Camera può fare una cosa e l'altra un'altra, come si è fatto sempre". Luciano Violante, responsabile delle riforme istituzionali del Pd, intervistato da Affaritaliani.it, replica così a Osvaldo Napoli del Pdl che ha chiesto al Parlamento di fare prima la riforma costituzionale e successivamente quella elettorale. E sulla riforma della legge elettorale, l'ex presidente della Camera, dice: "Stiamo lavorando insieme agli altri partii e stiamo arrivando a una soluzione condivisa. Ma preferisco non anticiparne il contenuto".
'Se furbizie ci sono in materia di riforme esse riguardano tutte le forze politiche. Se davvero e' predominante in tutti la preoccupazione di superare il bicameralismo perfetto e ridurre il numero dei parlamentari, non si capisce come si possa immaginare una separazione di questi temi dalla legge elettorale'. Ad affermarlo e' Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del PdL, che aggiunge: 'Per ridisegnare i collegi o le circoscrizioni devo prima sapere quanto deputati e senatori vanno eletti? Chi invece insiste per partire dalla legge elettorale, evidentemente non pensa ne' al superamento delbicameralismo ne' a ridurre il numero dei parlamentari. Anche in furbizia non bisogna mai esagerare'.
Il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, spiega: "Sulla riforma della legge elettorale tutti hanno la loro proposta: il punto è sedersi attorno al tavolo e trovare una legge condivisa. Ci sono due problemi prioritari da risolvere: il premio di maggioranza che attualmente e' senza soglia minima, e le preferenze' dice Bocchino, favorevole a riprendere il confronto dalla cosiddetta bozza Violante.
Dell'attuale legge elettorale "Calderoli decise di fare il padre, Casini ne fu lo zio e Berlusconi il padrino". A spiegarlo e' stato Marco Follini che un'intervista all'Espresso ha ricostruito i giorni dell'approvazione, nel 2005, del 'Porcellum'. Fu proprio la riforma elettorale a spingere Follini a dimettersi da segretario dell'Udc, in contrasto con Pier Ferdinando Casini che invece l'aveva appoggiata. "La legge fu approvata il 13 ottobre del 2005, due giorni dopo arrivarono le mie dimissioni dalla segreteria", ha ricordato. "Scrissi a Casini una lettera in cui dicevo che quella legge non aveva nessuna possibilita' di passare e che in caso contrario sarebbe stato uno scempio e i partiti avrebbero perso la loro anima. Sul primo punto avevo clamorosamente torto, sul secondo drammaticamente ragione", ha sottolineato il senatore del Pd


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