Retroscena Rifondazione Comunista: D'Alema prenda il posto di Veltroni alla guida del Pd...

Lunedì, 14 luglio 2008 - 09:39:00

Massimo D'Alema sostituisca al più presto possibile Walter Veltroni alla guida del Partito Democratico. O diventando direttamente lui il segretario o lanciando la leadership di Pierluigi Bersani. E' la speranza che regna sovrana in Rifondazione Comunista, sia tra i sostenitori di Paolo Ferrero sia tra quelli di Nichi Vendola. Stando al sentiment che si respira nel quartier generale del Prc alla vigilia del congresso di fine luglio, fino a quando l'ex sindaco di Roma sarà alla testa del Pd non sarà possibile alcun tipo di dialogo, tantomeno un riavvicinamento tra le due anime della sinistra. Ai piani alti di Rifondazione imputano proprio a Veltroni il tracollo elettorale dell'Arcobaleno e lo accusano di aver sbagliato completamente la politica delle alleanze. Rottura con i Socialisti, isolamento dell'ala radicale e intesa con l'Italia dei Valori... terminata già dopo due mesi dalle elezioni. Insomma, un vero e proprio fallimento. Ed è per questo che il Prc si augura un ricambio, magari con il tempo, alla guida dei Democratici e guarda con molto interesse ai ragionamenti dell'ex ministro degli Esteri.

D'Alema, infatti, ha parlato più volte della ricostruzione di un nuovo Centrosinistra, progetto nel quale Rifondazione spera di poter rientrare. Anzi ne è certa. Così come i Verdi, Sinistra Democratica e perfino i Comunisti Italiani di Diliberto. Il più interessato a quest'ipotesi è il Governatore della Regione Puglia, che non ha mai escluso un'alleanza con il Partito Democratico. Ma anche se non fosse Vendola a vincere il congresso - assicurano dal Prc - anche Ferrero sarebbe disponibile a un confronto con un Pd non più veltroniano. E l'unico in grado di ricomporre la frattura a sinistra sarebbe proprio D'Alema o, in alternativa, un suo fedelissimo come l'ex ministro Bersani. L'idea è quella di un accordo programmatico che comprenda tutte le forze dell'Arcobaleno (che comunque manterebbero la loro autonomia di partito o movimento), i Democratici e forse anche la stessa Italia dei Valori di Di Pietro. Ma non l'Udc. Con Casini, né Vendola né Ferrero potrebbero mai stringere un'intesa di governo. Anche perché la base di Rifondazione non potrebbe mai accettarla.
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