Governo battuto su emendamento Lega. "Franchi tiratori anche nel Pd e nell'Udc"

Giovedì, 2 febbraio 2012 - 13:38:00

Il governo è stato battuto sull'emendamento del leghista Gianluca Pini che prevede la responsabilità civile dei magistrati. I voti a favore sono stati 261, 211 i contrari. L'esecutivo aveva espresso parere contrario all'emendamento che prevede, in particolare, che "chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un

IL RETROSCENA DI AFFARITALIANI.IT

Per la prima volta dal suo insediamento il governo Monti ha assaporato l'amaro della sconfitta. Su un emendamento della Lega a cui aveva dato parere negativo la Camera, con voto segreto, gli ha voltato le spalle. Il primo a lanciare accuse dopo il voto è stato Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera: "Il governo aveva avuto l'impegno del Pdl a votare per la soppressione dell'articolo. Come avete visto a voto segreto è successo diversamente". Tutta colpa del Pdl? Osvaldo Napoli, deputato pidiellino vicinissimo a Berlusconi, smentisce ad Affaritaliani.it: "Per avere una differenziazione del genere nelle votazioni è ovvio che ci devono essere stati anche dei voti del Partito Democratico e dell'Udc. Noi eravamo presenti in pochi, ne mancavano tantissimi. E' inutile che il Pd si nasconda dietro il dito, molti hanno votato l'emendamento della Lega".

Nel Pd ci sono problemi di disciplina e di questo i vertici ne sono a conoscenza. Un uomo di partito vicinissimo alla segreteria nazionale si sbottona con Affaritaliani.it : "Sì, è possibile che alcuni abbiano votato con il Pdl e la Lega, ma non credo in molti". Il problema però si apre, perché se è vero che tutti e tre i partiti 'di maggioranza' avevano assicurato a Monti il loro sostegno, è altrettanto vero che tutti hanno fatto l'esatto opposto una volta che il voto è stato segreto. Sotto le ceneri cova il dissenso e il premier deve sperare che sul percorso delle riforme non ci siano altri incidenti. Ma sia nel Pdl che nel Pd sono sicuri che Monti non cadrà. "Il miglior alleato di questo governo è la crisi economica. Niente può mettere a rischio l'esecutivo".

Di Tommaso Cinquemani

provvedimento" di un magistrato "in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia", possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Ovviamente, il testo deve ancora avere l'ok del Senato. Immediata la polemica politica, col Pd che accusa il Pdl e la Lega di aver messo in atto un trucco e Di Pietro che afferma: "E' una vendetta contro i magistrati".

Il ministro della Giustizia Paola Severino commenta a caldo l'esito del voto: "Il Parlamento ha votato ed è sovrano, ma confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento perchè interventi spot su questa materia possono rendere poco armonioso il quadro complessivo". "Ci sarà una seconda fase", aggiunge. L'auspicio è che "ci siano gli spazi per un'ulteriore riflessione sul tema, per riaprire il dialogo e verificare se vi siano soluzioni diverse". Quanto alla posizione dell'esecutivo che oggi è andato sotto alla Camera,
il Guardasigilli, conversando con i giornalisti, spiega che "se l'emendamento si fosse limitato ad avere come unico oggetto il contenuto della sentenza comunitaria, la posizione del governo penso sarebbe stata quella di presentare un proprio emendamento avente quell'oggetto". Ma il testo andava "oltre i contenuti della sentenza comunitaria ed era doveroso far presente che vi fosse della materia estranea". Era un dovere "ineludibile" del governo che oggi ha dato, conformemente al relatore, parere contrario alla proposta della Lega.

Luca Palamara e Giuseppe Cascini, presidente e segretario dell'Associazione nazionale magistrati, parlano di "una forma intimidatoria e di vendetta verso il libero esercizio della funzione di giudice", nonché di "un ennesimo tentativo di risentimento e di ritorsione" nei confronti della magistratura. "E' una norma incostituzionale - rileva Cascini - in contrasto con i principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia europea", una "mostruosità giuridica"che il Senato dovrà cancellare.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha dichiarato di non credere che l'approvazione dell'emendamento "porterà problemi alla maggioranza". "Il ministro Severino", aggiunge Catricalà, "ha detto che questa norma dovrà essere modificata al Senato: il ministro competente è lei, noi siamo con lei".

Per Pier Luigi Bersani, il voto di oggi è "inaccettabile", un "gesto di totale irresponsabilità perché una questione importante non può essere affrontata così: è una risposta sbagliata nel metodo e nel merito". Il segretario del Pd accusa il Pdl di aver usato "un vecchio trucco": "ha annunciato una cosa e ne ha fatta un'altra". E' per questo che a suo avviso l'esecutivo deve chiarire con le forze che lo sostengono che non possono tenersi le "mani libere". "Il governo ora deve porsi un problema, non può esserci chi lo sostiene con fermezza e lealtà e chi si tiene le mani libere", avverte Bersani, secondo il quale "serve un chiarimento, al Senato la norma va corretta, non possiamo assistere al riemergere di vecchie maggioranze che si parli di Rai o di giudici".

"Alla Camera - commenta Antonio Di Pietro - si è commesso l'ennesimo delitto, una vendetta e un ammonimento contro i magistrati". E avverte: "Ho paura che questa volta, dopo vent'anni, non ci sarà solo una Mani Pulite giudiziaria, ma una nuova Mani Pulite del popolo che alzerà i forconi". Per il leader dell'Idv a Montecitorio si è consumato "un atto di vendetta, un'ammonizione ai giudici perché si limitino a fare i notai e i passacarte". "E' stata una prevaricazione incostituzionale - continua Di Pietro - nei confronti della magistratura. Sotto Monti è avvenuto ciò che neppure Berlusconi era riuscito a fare. Dietro il voto segreto una maggioranza oscura ha compiuto un atto da P2 parlamentare. Ci sono almeno 50 traditori che hanno votato in modo diverso rispetto ai loro gruppi. Idv, Pd, Udc e Fli eravamo contrari".
L'ex Pm invita poi il Presidente della Repubblica ad un attento vaglio del provvedimento: "Napolitano ci pensi prima di firmare", è l'invito di Di Pietro.

"Gli attacchi al Pdl da parte di Bersani e di Franceschini sono del tutto ingiustificati", dice il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. "Si è trattato di un voto libero, dato a scrutinio segreto che ha coinvolto tutti i gruppi parlamentari al di fuori di ogni schema precostituito. D'altra parte i numeri parlano chiaro: coloro che hanno votato a favore dell'emendamento sulla responsabilità civile dei giudici sono molti di più della somma dei deputati presenti in Aula appartenenti da un lato al PdL e a Popolo e Territorio e dall'altro alla Lega. Il gruppo dirigente del Pd deve prendere atto della sensibilità esistente su questo tema nei vari gruppi parlamentari, compreso il Pd".

Il testo rivede la legge del '98 prevedendo che "chi ha subito un danno può agire contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto". Il testo stabilisce che "ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell'errore di diritto". Il costo è previsto di 2,45 milioni per il 2011 e 4,9 milioni a regime a decorrere da quest'anno.

L'aula della Camera ha successivamente approvato la legge comunitaria 2011 con 326 sì, 21 no e 43 astensioni. Si erano dichiarati contrari solo i deputati del gruppo Idv. Il provvedimento passa ora all'esame di Palazzo Madama.



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