Renzi e Di Pietro ai ferri corti

Mercoledì, 20 luglio 2011 - 15:40:00

"Firenze, per fortuna del Paese e anche di Renzi, è ancora in Italia. Il suo sindaco non può giocare con la tenuta democratica del Paese e criticare chi fa un'opposizione intransigente come l'Italia dei valori". E' quanto dice il portavoce dell'Italia dei valori, Leoluca Orlando. "Piuttosto che giocare da primo della classe- sottolinea- e recarsi nella casa privata del presidente del Consiglio Berlusconi, rammaricandosi poi che l'incontro non sia rimasto segreto Renzi farebbe bene a informarsi sull'attivita', pur breve di ministro, svolta da Antonio Di Pietro". Secondo Orlando, "il primo cittadino di Firenze e' inoltre evidentemente disinformato sull'attivita' parlamentare dell'Italia dei valori che, alla Camera e al Senato, ha sempre tenuto una posizione rigorosa facendo una dura opposizione e ha formulato proposte organiche di governo alternativo del Paese. Siamo certi- aggiunge - che sara' possibile un'alternativa a questo disastroso esecutivo se coloro che hanno posizioni come quella di Renzi uscissero dal loro ruolo che rischia di apparire ambiguo".
 
"I sindacati sono l'istituzione piu' lontana dai giovani? Se la giocano coi partiti, a pari merito". Cosi' il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "Ma- ha aggiunto Renzi- mentre la politica sta cercando di recuperare un tasso di partecipazione giovanile, per il sindacato e' piu' difficile. Per il 54% il sindacato e' composto da pensionati, e siamo tutti contenti. Ma il sindacato italiano e' incentrato troppo nel difendere i diritti di chi un posto di lavoro ce l'ha e non da' una mano al giovane precario e anche al 50enne che perde il posto di lavoro ma e' troppo giovane per la pensione e anziano per la logica crudele del mercato". Renzi e' tornato sull'intervista nella quale ha paragonato alcuni dipendenti del Comune, pronti a stare in coda per strisciare il badge di uscita dal lavoro, a Fantozzi: "Non ho mai immaginato di paragonare tutti i dipendenti pubblici a Fantozzi - ha detto il sindaco di Firenze - anche perche' non mi pare di avere il physique du role del megadirettore generale. Ma ci sono scene imbarazzanti: la coda per scappare e strisciare il badge per andarsene a casa che fanno pochi dipendenti getta discredito su tutti. E' imbarazzante che all'uscita di Palazzo Vecchio, e mi dicono sia prassi consolidata anche altrove, dieci minuti prima delle 14 ci siano 15-20 persone che stanno in coda, in attesa dell'ora X di fronte a Sua maesta' il badge. Facendo cosi' si certificano tutti i luoghi comuni sul dipendente pubblico.

Bisognerebbe avere il coraggio, da parte del sindacato, non di dire 'difendiamo tutti' ma difendiamo i bravi e attacchiamo chi non fa il proprio lavoro". Poi la proposta di Renzi: "Ho chiesto ieri in Giunta ai miei dirigenti di identificarli, la responsabilita' e' personale e ho chiesto che i dirigenti prendano i provvedimenti necessari. Renzi ha replicato anche al ministro Brunetta che ieri lo aveva elogiato in un comunicato stampa: "Brunetta si e' buttato su questa battaglia come fa su altre dal punto di vista mediatico senza alcun risultato concreto. Ha visto che c'era spazio per un comunicato stampa e per un po' di rilevanza mediatica ci si e' tuffato. Lasciamolo tuffare nel mare della comunicazione, il punto vero e' che il Governo in tre anni su questo settore non ha fatto niente". Poi uno sguardo alla politica nazionale e al clima da monetine evocato oggi da Di Pietro in un'intervista all'Unita': "Chi come Di Pietro e' da una vita in Parlamento - ha detto Renzi - anziche' prevedere le monetine dovrebbe fare le cose per risolvere i problemi. E' stato ministro due volte, e' in Parlamento da 15 anni. Questi che profetizzano e non concretizzano mi lasciano perplessi". Sui costi della politica, per Renzi "o la politica ha il coraggio di fare alcune cose, per esempio dimezzare il numero dei parlamentari, togliere i vitalizi, dimezzare le indennita', senno' vorra' dire che al prossimo giro si voteranno persone che queste cose le fanno e non le dicono".

E sulle province Renzi e' categorico: "Dissi che andavano abolite quando ero presidente della Provincia a Firenze. Non perche' siano il male assoluto, ma sono un pezzo della cosiddetta Casta. Se per un procedimento burocratico uno deve rivolgersi a circoscrizione, Comune, all'Ato, alla Comunita' montana, alla Regione, alla Provincia, all'Ue e se ci fosse l'Onu anche quella, con tutti questi livelli le cose non funzionino. Nessuno vuole licenziare i dipendenti della Provincia, mandiamo solo a casa i politici".
 
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