Ecco i Jovanotti di Renzi. Arriva il Big Bang della sinistra

Dal primo Big Bang nacque l'universo. Dal secondo è pronta a nascere la nuova sinistra. O almeno nei propositi di Matteo Renzi, già sindaco di Firenze e rottamatore del Pd e ora pronto a distruggere per ricreare da zero la politica italiana. Garantisce Lorenzo Jovanotti.
"Vogliamo un Big Bang che segni l'inizio di un'altra storia", scrive Renzi nel suo proclama su Facebook e Twitter. Il suo attacco è assolutamente bipartisan: "Basta con i predicozzi di chi ha fallito e ha ridotto la storia a gossip. Basta con chi preferisce partecipare piuttosto che vincere e basta con chi quando per caso vince impallina gli alleati perché si trova meglio in piazza a manifestare che non al Governo per cambiare". Ogni riferimento a Berlusconi, Bersani, Di Pietro e Vendola è puramente voluto. Così come non è assolutamente casuale il riferimento a Jovanotti e alla sua canzone dove si parla del "più grande spettacolo dopo il Big Bang". D'altra parte non c'è assemblea o convention indetta da Renzi nella quale non sia risuonata almeno una canzone di Lorenzo, uno degli sponsor del sindaco di Firenze.
E allora ecco che Renzi organizza di nuovo il grande ritrovo dei rottamatori d'Italia alla stazione Leopolda di Firenze. Dopo il primo ritrovo del novembre 2010, ecco la nuova tre giorni il 28, 29 e 30 ottobre nei quali il sindaco promette sfracelli. "Ci ritroviamo a Firenze, culla del pensiero politico, per riportare la cosa pubblica nelle case private", scrive Renzi. "Ci ritroviamo senza simboli di partito e senza interventi triti e ritriti. Ma vogliamo sommergere i democratici e gli italiani di idee, di proposte, di iniziative concrete. Vogliamo che il centrosinistra smetta di occuparsi di formule e alleanze, beghe e beghette e dica chiaramente che cosa farà quando andrà al Governo".
La promessa è forte: "Usciremo dalla Stazione con una sorpresa. No, nessuna candidatura! Non saremo lì per affermare le ambizioni di qualche io, ma per mostrare che siamo già un noi". Insomma, secondo Renzi è arrivato il momento del "salto di qualità. Non basta la rivendicazione anagrafica e non basta dire che gli altri hanno fallito: è venuto il momento di tirare fuori le idee. Almeno quelle." Con un tocco di antipolitica: "Lo faremo senza ricorrere al politichese, dicendo in modo crudo quello che pensiamo. E se qualcuno ci rimane male, pazienza!".
Renzi sembra più agguerrito che mai, convinto a voler indicare al Pd una strada diversa da quella percorsa finora: "Piaccia o non piaccia, ormai tocca alla nostra generazione. Non sappiamo quando, chi e come, ma i fatti di questi mesi dicono che tocca a noi". Pronti a seguirlo ci sono molti politici ma anche personaggi noti come, appunto, Jovanotti, Alessandro Baricco e Roberto Benigni. Alla Leopolda parteciperà anche il governatore della Toscana Enrico Rossi: "Bisogna dare un'impressione di unità e di forza", ha detto. I
Nessun sostegno arriverà invece dal mondo prodiano, come qualche voce circolata negli ultimi tempi aveva fatto intendere. Romano Prodi non sembra avere alcuna simpatia per i rottamatori. Figurarsi per uno che vuole fare il nuovo Big Bang. Ma il "ragazzo fortunato" ormai è certo: "C'è un sacco di bella gente che è delusa, schifata, colpita. Ma non rassegnata. Torniamo alla Leopolda, allora. Perché da quella vecchia stazione, finalmente, si può partire. Big Bang!"
Lorenzo Lamperti


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